Trento, FdI propone stop a e-cig davanti a scuole

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A Trento il tema del fumo negli spazi pubblici torna al centro del dibattito politico, ma questa volta l’attenzione si sposta sulle sigarette elettroniche e sui dispositivi a tabacco riscaldato. Il gruppo consiliare comunale Giorgia Meloni Fratelli d’Italia ha presentato un ordine del giorno per chiedere al sindaco e alla Giunta di estendere anche a questi prodotti i divieti già previsti per le sigarette tradizionali.

La proposta, depositata dal consigliere comunale Alex Voyat insieme agli altri componenti del gruppo, punta a un intervento in due passaggi: prima un’ordinanza urgente, poi una modifica stabile del Regolamento di Polizia Urbana. L’obiettivo è parificare l’utilizzo di e-cig e prodotti a tabacco riscaldato al fumo tradizionale, con particolare riferimento alle aree davanti alle scuole e agli spazi esterni dei locali pubblici, come plateatici e dehors.

Il tema non nasce dal nulla. Già nel periodo dell’emergenza Covid il Comune di Trento aveva comunicato una stretta sul fumo alle fermate dell’autobus e davanti alle scuole, in presenza di altre persone. La nuova proposta si muove però su un piano diverso: non più una misura emergenziale, ma un aggiornamento ordinario delle regole comunali alla luce della diffusione dei nuovi dispositivi.

Nel testo dell’ordine del giorno viene richiamata la legge antifumo del 2003, indicata come una conquista civile nella tutela della salute pubblica e nella protezione dal fumo passivo. Secondo i firmatari, la diffusione di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato rischia però di indebolire quel percorso, riportando nei locali e negli spazi condivisi il gesto del fumare, anche se in forme diverse rispetto alla sigaretta tradizionale.

Il documento parla di una possibile “rinormalizzazione” del fumo, soprattutto agli occhi dei più giovani. Nel comunicato viene espressa preoccupazione per l’aumento dell’utilizzo di e-cig e dispositivi a tabacco riscaldato nella fascia 14-24 anni, fenomeno che i proponenti collegano anche alla presenza di aromi attrattivi, al design dei prodotti e alla percezione di una minore pericolosità rispetto al tabacco tradizionale.

Altro punto centrale è il principio di precauzione. Fratelli d’Italia sostiene che, in assenza di certezze definitive sugli effetti a lungo termine dell’inalazione degli aerosol prodotti da questi dispositivi, il Comune dovrebbe intervenire per tutelare chi frequenta scuole, locali pubblici e spazi di socialità condivisa.

Nell’ordine del giorno trova spazio anche il tema ambientale, con riferimento in particolare alle sigarette elettroniche monouso, considerate una fonte crescente di rifiuti elettronici e plastici che possono essere abbandonati nello spazio urbano.

“La libertà di chi fuma non può prevalere sul diritto dei cittadini a respirare aria pulita e a vivere spazi pubblici realmente condivisi e salubri”, afferma Voyat nel comunicato. La proposta dovrà ora essere valutata nell’ambito dei lavori consiliari. Il punto politico, però, è già chiaro: per il gruppo Giorgia Meloni Fratelli d’Italia le nuove forme di consumo della nicotina non possono restare fuori dalle regole che negli ultimi vent’anni hanno cambiato il rapporto tra fumo, salute pubblica e convivenza negli spazi comuni.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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