CPR a Trento, il M5S contesta il progetto: “Prima il Ministero chiarisca sulle criticità”

Share

Il progetto di un CPR a Trento torna al centro dello scontro politico. Il gruppo territoriale trentino del Movimento 5 Stelle contesta l’ipotesi della nuova struttura a Maso Visintainer e chiede al Ministero dell’Interno di chiarire prima le criticità che riguardano i CPR già attivi in Italia.

La presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che hanno rivendicato una linea comune sulla realizzazione del centro, presentandola come una scelta di responsabilità e collaborazione istituzionale.

Il M5S rovescia però la prospettiva. Secondo il movimento, prima di progettare nuove strutture sarebbe necessario fare piena luce sulle condizioni dei centri esistenti, alla luce dei rilievi emersi da documenti ministeriali e da un’inchiesta richiamata nel comunicato. Tra le criticità indicate vengono citate carenze sul fronte della sicurezza, problemi agli impianti antincendio, infiltrazioni, umidità, riscaldamenti non funzionanti e condizioni igienico-sanitarie giudicate gravi.

Nel testo diffuso dal gruppo trentino vengono richiamati, in particolare, i casi di alcune strutture già operative in Italia, tra cui Milano, Macomer, Palazzo San Gervasio, Bari, Caltanissetta e Torino. Il Movimento 5 Stelle sostiene che questi elementi rendano non credibile una narrazione dei CPR come semplici strumenti di sicurezza e gestione ordinata dei rimpatri.

Il caso trentino si inserisce inoltre in un quadro più ampio. Il comunicato ricorda che anche in Alto Adige è stata discussa la possibilità di realizzare un CPR, dopo l’incontro del 21 gennaio 2026 al Viminale tra il ministro Piantedosi, il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher e l’assessora alla Sicurezza Ulli Mair.

Sul piano parlamentare, i deputati del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci e Ilaria Fontana hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno il 19 maggio 2026. Al centro della richiesta ci sono proprio le condizioni dei centri esistenti e le modalità con cui il Governo intende procedere rispetto alla nuova rete di CPR.

Per il gruppo territoriale trentino, procedere con una nuova struttura a Trento senza prima chiarire il quadro nazionale sarebbe un errore politico e amministrativo. «È inaccettabile che si proceda con la progettazione di una nuova struttura a Maso Visintainer senza aver prima chiarito come il Ministero intenda affrontare le gravissime criticità strutturali», sostiene il M5S.

Redazione
Redazionehttps://secolo-trentino.com
La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

Leggi anche

Ultime notizie