Pedaggio ambientale sulla A22, FAI Conftrasporto chiede tutele per le imprese locali

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Il principio del “chi inquina paga” non può trasformarsi in un costo indistinto per tutte le imprese che utilizzano l’Autostrada del Brennero. È questa la posizione espressa da FAI Conftrasporto Trentino-Alto Adige in merito alla mozione n. 28, presentata in Consiglio regionale, sull’introduzione di un pedaggio ambientale europeo lungo l’asse della A22.

La mozione, presentata il 10 giugno 2026 e avente come prima firmataria la consigliera Francesca Parolari, punta a impegnare la Giunta regionale a sollecitare iniziative urgenti presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il recepimento del principio “chi inquina paga” e per l’introduzione del pedaggio ambientale europeo lungo l’asse autostradale del Brennero.

Il presidente di FAI Conftrasporto Trentino-Alto Adige, Andrea Pellegrini, non contesta l’obiettivo di tutelare la salute pubblica e l’ambiente alpino. L’associazione, tuttavia, avverte sul rischio di un’applicazione lineare delle nuove tariffe, che potrebbe colpire anche le aziende locali costrette a utilizzare l’A22 per esigenze produttive e logistiche, senza disporre di alternative realmente praticabili.

«Dobbiamo distinguere chiaramente tra chi attraversa il nostro territorio per scelta speculativa e chi lo fa per necessità vitale», afferma Pellegrini.

Il riferimento è al traffico di attraversamento e, in particolare, a quella componente che l’associazione definisce “traffico parassitario”: vettori, soprattutto stranieri, che sceglierebbero il corridoio del Brennero per beneficiare di tariffe più convenienti rispetto ad altri valichi alpini, aumentando la pressione sull’infrastruttura senza generare un corrispondente valore per il territorio.

Secondo i dati richiamati da FAI Conftrasporto, questa componente rappresenterebbe circa il 22-23% del traffico merci sulla A22. Una quota che, secondo l’associazione, non può essere trattata allo stesso modo del traffico prodotto dalle imprese regionali, per le quali l’Autostrada del Brennero resta una direttrice essenziale per la continuità delle filiere economiche locali.

Da qui la richiesta di introdurre correttivi mirati. FAI Conftrasporto propone una “tariffa residente”, con esenzioni, sgravi o abbonamenti agevolati per le aziende con sede legale in Trentino-Alto Adige, e chiede che una parte dei proventi derivanti da eventuali nuovi pedaggi sia vincolata a misure concrete per il settore.

Tra le priorità indicate dall’associazione ci sono gli incentivi per il rinnovo del parco veicolare, con mezzi Euro VI di ultima generazione, elettrici o a idrogeno, e il sostegno all’accesso all’intermodalità, compreso il sistema RoLa.

«Un aumento lineare del pedaggio finirebbe per equiparare ingiustamente chi subisce la geografia del territorio a chi ne abusa per mero profitto», conclude Pellegrini. «Chiediamo che la transizione ecologica sia sostenibile non solo per l’ambiente, ma anche per la sopravvivenza delle nostre imprese».

La questione si inserisce in un dibattito più ampio sul corridoio del Brennero, dove da anni si confrontano esigenze ambientali, tutela della salute nelle aree alpine, gestione del traffico pesante e competitività delle imprese locali. Il tema del pedaggio ambientale, collegato al principio europeo del “chi inquina paga”, apre ora un nuovo fronte politico: ridurre l’impatto del trasporto merci senza scaricare i costi della transizione su chi, nel territorio, utilizza l’A22 per necessità e non per convenienza.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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