Per anni il last minute ha fatto rima con risparmio. Oggi rischia di significare l’esatto contrario. A fotografare il ribaltamento è Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, secondo cui negli ultimi quattro anni le prenotazioni effettuate entro 30 giorni dalla partenza sono crollate dal 46% al 22%. Nello stesso periodo quelle acquistate con oltre due mesi di anticipo sono balzate dal 26% al 43%.
Numeri che raccontano una trasformazione profonda del mercato turistico: l’affare non si trova più aspettando l’ultimo momento, ma muovendosi con largo anticipo.
La differenza, sul portafoglio, è concreta. Chi prenota per tempo può oggi spendere dal 10% al 20% in meno rispetto a chi acquista la stessa vacanza poche settimane prima di partire. A pesare sono soprattutto i sistemi di pricing dinamico adottati da compagnie aeree, hotel e piattaforme di prenotazione, che adeguano le tariffe in tempo reale al variare della richiesta.
“Quando aumenta la domanda, aumentano automaticamente anche i prezzi”, spiegano dal tour operator. Il vecchio modello del last minute, nato negli anni Novanta per riempire camere e posti rimasti invenduti, sta dunque perdendo progressivamente efficacia. “Oggi accade sempre più spesso il contrario: chi prenota prima trova più scelta, prezzi migliori e maggiore protezione rispetto alle oscillazioni del mercato”.
L’evoluzione delle abitudini degli italiani emerge con chiarezza dai dati diffusi dalla società, che mettono a confronto le finestre di prenotazione tra il 2022 e il 2026.
| Anticipo prenotazione | 2022 | 2026 |
|---|---|---|
| Entro 30 giorni | 46% | 22% |
| 31-60 giorni | 28% | 35% |
| 61-90 giorni | 17% | 27% |
| Oltre 90 giorni | 9% | 16% |
Fonte: elaborazioni di Vamonos Vacanze

