Consob ha disposto l’oscuramento di altri sei siti internet attraverso i quali venivano svolti abusivamente servizi e attività di investimento su strumenti finanziari. I portali segnalati dall’Autorità sono “Mir-Partner”, “Capital Trading Group”, “Gravmor”, “White Mint Financial Company s.r.o.”, “AxiTrader LLC” e “Trilessyum”.
Con questi nuovi provvedimenti sale a 1.763 il numero complessivo dei siti oscurati dalla Consob a partire da luglio 2019, quando all’Autorità è stato attribuito il potere di ordinare il blocco dei siti degli intermediari finanziari abusivi. Di questi, 217 riguardano fenomeni legati a cripto-attività.
Perché l’oscuramento non è immediato
L’oscuramento effettivo dei siti può richiedere alcuni giorni per ragioni tecniche, poiché sono necessarie le attività dei fornitori di connettività internet operanti sul territorio italiano. Proprio per questo Consob invita i risparmiatori a mantenere alta l’attenzione anche dopo la pubblicazione dei provvedimenti.
Il rischio è che piattaforme non autorizzate continuino a presentarsi con siti dall’aspetto professionale, promesse di rendimento elevate e comunicazioni aggressive, sfruttando la difficoltà degli utenti nel distinguere operatori regolari e soggetti abusivi.
Cosa controllare prima di investire online
La verifica principale riguarda l’autorizzazione dell’operatore che propone servizi di investimento o cripto-attività. Prima di versare denaro è opportuno controllare che la società sia effettivamente abilitata e che i dati indicati sul sito coincidano con quelli presenti nei registri ufficiali.
- diffidare da rendimenti garantiti o molto superiori alla media di mercato;
- evitare versamenti su conti intestati a soggetti diversi dalla piattaforma dichiarata;
- non farsi mettere fretta da operatori che chiedono decisioni immediate;
- verificare sempre denominazione, sede, autorizzazioni e contatti ufficiali;
- interrompere i rapporti se vengono richiesti ulteriori pagamenti per sbloccare presunti guadagni.
Le truffe finanziarie online colpiscono spesso risparmiatori attratti da investimenti facili, trading su criptovalute o piattaforme che simulano ambienti professionali. La prudenza, in questi casi, è il primo strumento di difesa.
Come verificare se un operatore è autorizzato
Il controllo più importante richiede pochi minuti: consultare gli albi e gli elenchi pubblicati sui siti istituzionali di Consob e Banca d’Italia, dove figurano le imprese di investimento e le banche autorizzate a operare in Italia. Per i servizi legati alle cripto-attività il riferimento è il registro degli operatori tenuto dall’OAM, l’Organismo degli agenti e dei mediatori. Se la società che propone l’investimento non compare in questi elenchi, o compare con dati diversi da quelli indicati sul sito, è un segnale d’allarme decisivo.
Attenzione anche ai casi di “clonazione”: alcuni siti abusivi utilizzano nomi, loghi e recapiti molto simili a quelli di intermediari regolarmente autorizzati. Consob pubblica periodicamente avvisi sui soggetti segnalati e mette a disposizione sul proprio sito la sezione “Occhio alle truffe!”, con gli elenchi aggiornati dei siti oscurati e delle segnalazioni ricevute.
Cosa fare se si è già versato denaro
Chi sospetta di essere rimasto coinvolto in una truffa finanziaria dovrebbe interrompere immediatamente ogni ulteriore versamento, anche di fronte a richieste di “tasse” o “commissioni di sblocco” presentate come necessarie per recuperare i guadagni: si tratta quasi sempre della seconda fase della stessa truffa. Il passo successivo è raccogliere tutta la documentazione disponibile – contratti, email, chat, ricevute dei bonifici – e presentare denuncia alla Polizia postale o ai Carabinieri.
È inoltre utile avvisare la propria banca, che in alcuni casi può tentare il richiamo del bonifico o il blocco delle operazioni con carta, e segnalare il sito a Consob attraverso i canali dedicati sul portale dell’Autorità. La segnalazione non garantisce il recupero delle somme, ma contribuisce a far scattare i provvedimenti di oscuramento e a proteggere altri risparmiatori.
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