Potere al Popolo vs Campo largo. Grimaldi (AVS): “Dire che non siamo coerenti è un buon motivo per non far iniziare un dibattito?”

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“Siamo andati nel mondo reale dove esistono i fischi e, come diceva Pertini, liberi fischi, libero Stato. Lunedì sono stato a Marano, città sciolta cinque volte per camorra, a parlare di case, sfratti, precari, occupati, disoccupati. Lì non c’era una contestazione, ma una vertenza vera di 1200 persone che rischiano l’osso del collo, a cui il governo ha tolto il Reddito di cittadinanza. Sono stato a discutere con loro e hanno detto: ‘Finché non arrivano i leader e si assumono la responsabilità di capire questa vertenza noi non ce ne andiamo’. E io gli ho dato ragione, perché se ne devono assumere la responsabilità. Quello che è successo ieri per noi è un grande salto di maturità, perché noi invece di scappare chiediamo di allontanarsi alle forze dell’ordine. È una questione politica di cui noi ci dobbiamo assumere la responsabilità, e allora facciamo il nostro mestiere. Poi però incontriamo precari, occupati, disoccupati, quelli che rischiano tutto e succede che se ne vanno, ci ringraziano, restiamo in contatto, e se ne vanno con grandissima dignità. Qualche minuto dopo Potere al Popolo, che è un partito, con dieci bandiere e un megafono prova a non far iniziare un dibattito. Le motivazioni possono essere legittime quanto quelle di altri, c’è però una differenza: che un partito politico dica ‘voi non siete coerenti’, o faccia sottolineature politiche, è un buon motivo per non far iniziare un dibattito? Io non ti voglio manganellare, non voglio che i miei militanti ti rompano le scatole, ma almeno ‘sei un cretino’ te lo posso dire sì o no? Perché non capisci che questo sta dando meno visibilità ai 1200 della vertenza di prima, di cui anche tu, Potere al Popolo, dovresti fartene carico”.

A dirlo è stato Marco Grimaldi, onorevole di Alleanza Verdi e Sinistra, su Radio Cusano, intervenuto nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

Proseguendo nel suo intervento Grimaldi ha poi ulteriormente specificato: “Io reputo possibile e praticabile un dialogo, ma se si ha voglia di praticarlo. Io ringrazio Potere al Popolo per tutte le volte che sprona anche altri a fare battaglie. Se loro vogliono in qualche modo aumentare la pressione perché anche il campo largo prenda posizioni scomode, io sono d’accordo. A me non dispiacciono neanche i fischi, ma poi, una volta che li hai fatti, posso parlare alla mia manifestazione o devo chiedere il permesso? Io contesto ai Radicali Italiani quando vengono con la bandiera di Israele a una manifestazione pro Pal o a quella del 25 aprile per provocare. Diamo a loro dei provocatori e poi non ti posso dire che sei un cretino? Ci ha dato la solidarietà Meloni perché sei un cretino, perché ieri per un po’ di visibilità non hai capito nulla dei rapporti di forza. Che ci siano delle aree del PD, o che ci sia anche un grande spazio di non detto del fatto che abbiamo grandi problemi con il capitalismo italiano, che abbiamo grandissimi problemi non solo di redistribuzione ma anche di riutilizzo spregiudicato delle regole del mercato, mi è chiaro. E infatti serve cambiare i rapporti di forza, e questo si fa votando e dando forza a chi ha idee alternative. Io non dico che le critiche non possono essere giuste, io dico solo che se uno vuole in qualche modo cambiare i rapporti di forza deve anche essere conseguente e chiedersi qual è l’alternativa a Vannacci e alla Meloni? Vogliamo provare a unire le forze davanti al governo dei nostri peggiori incubi o no?”.

Infine concludendo il suo intervento l’onorevole di Alleanza Verdi e Sinistra ha evidenziato: “Noi di AVS siamo fortunati, perché la gente ci vota per Fratoianni, ci vota per Bonelli, ci vota nonostante Bonelli, nonostante Fratoianni, ci vota perché siamo uno spazio politico, grazie anche a Ilaria Salis che rappresenta le vertenze di tanti movimenti, nel suo modo e con la sua dialettica. Ilaria Salis avrebbe potuto prendersi la grande forza che gli italiani le hanno dato per liberarsi da un regime fascista, ma con disciplina e onore lei sta facendo l’eurodeputata, poteva anche non farlo perché gli italiani volevano solo liberarla, ma studia e si prepara per essere coerente“.

Redazione
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