Pensieri in Libertà Società

Per fortuna che esistono le modelle cicciottelle

Dio salvi le modelle cicciottelle perché è difficile essere perfetti, soprattutto quando ci sono dei modelli da seguire imposti dai media. Fino a qualche anno fa, per essere impeccabili era necessario portare una taglia che fosse inferiore alla 38, ma ora fortunatamente i canoni di bellezza sono cambiati. Anche ragazze con un giro vita maggiore hanno avuto il piacere di sfilare in passerella e sentirsi sé stesse, anche e soprattutto con qualche kg in più. Nasce così la moda delle cicciottelle, chiamate anche con l’appellativo curvy, che fa impazzire il web: chi se ne discosta disgustato e chi la abbraccia compiaciuta. Ma fino a dove ci si può spingere con le taglie forti?
Premetto che mi sento di appartenere alla categoria delle curvy, non perché voglia omologarmi all’abusato standard del grasso è bello, ma perché, più semplicemente, mi sento “morbida’’, e lo sono sempre stata!
Bisogna essere sinceri: spesso è stato complicato competere con le pance piatte dei giornali o dei cartelloni pubblicitari affissi in ogni angolo della città, ma qualcosa è cambiato quando sono comparse anche le prime foto di modelle formose. Quando Candice Huffine, la prima donna curvy ad apparire su un celebre calendario come quello Pirelli, ha spopolato sul web, mi sono imbattuta nelle sue foto e ho capito che avrei potuto, in qualche modo, assomigliarle; prima di allora pensare di potermi paragonare ad una modella poteva essere solamente ironia o eresia. Queste parole hanno l’aria di essere una sorta di confessione da diario segreto (e forse lo sono), ma credo che molte altre ragazze riescano ad immedesimarsi in quanto ho scritto. L’accettazione di sé stessi è difficile da raggiungere e lo è ancora di più quando i canoni estetici dogmatizzati dalla nostra società sono quasi irraggiungibili, infatti non tutte le donne sono nate con un girovita sottile e non tutte hanno gambe magre e snelle. Il merito da attribuire alla cosiddetta moda della chubby è quello di aver dato a molte giovani ragazze la possibilità di vedersi finalmente belle e anche sexy. A tal proposito, un contributo – in Italia – è stato dato dalla modella curvy Laura Brioschi, influencer di positività. 
Tutto questo non significa che occorre ingrassare a dismisura e nemmeno che l’unica legge che tutte le donne dovrebbero seguire è quella del mangiare senza contegno per raggiungere l’obesità. È indispensabile – se non doveroso – che ognuna si senta libera di esprimere la propria fisicità e il proprio essere donna, senza imposizioni mediatiche esterne, ma è anche giusto seguire una linea che non porti all’estremizzazione del grasso adiposo e alla conseguente obesità. Solo il raggiungimento dell’equilibrio è la chiave del benessere psico-fisico perché, come in ogni campo, l’estremo è eccessivo: est modus in rebus.
Francesca Masin

Riguardo l'autore

Francesca Masin

Nata a Verona l’ 11 febbraio 1994, si trasferisce presto a Bussolengo. Si diploma al Liceo Socio Psico Pedagogico Carlo Montanari, per poi frequentare l’ Università di Verona, conseguendo la Laurea in Lettere. Desidera continuare gli studi per poter insegnare, ma soprattutto sogna di diventare una buona scrittrice. Partecipa al Premio De Palchi-Raiziss e ottiene il primo posto il 23 maggio 2014. Forte di una formazione umanistica, trae ispirazione anche da altre fonti, come il cantautorato, e, nello specifico, da Fabrizio de Andrè, che considera come il ‘suo poeta’.

Secolo Trentino