Robot, la nuova rivoluzione

Il gruppo di ricerca statunitense Creative Machine Lab, guidato dal ricercatore Hod Lipson della Columbia University (New York), è riuscito a creare e a presentare al pubblico il primo robot autocosciente, un braccio meccanico capace di apprendere autonomamente e di adattarsi all’ambiente in cui è inserito. Nonostante questo studio sia ancora agli albori e la macchina si interfacci con il mondo ancora piuttosto grossolanamente, Lipson l’ha paragonata ad un neonato, anche se non esclude che nel corso del tempo il robot possa raggiungere un’autocoscienza pari a quella di un adulto, la strada per un futuro in cui gli uomini si troveranno a convivere – volenti o nolenti – con automi e macchine dotate di Intelligenza Artificiale sembra tracciata.

Eppure, non è una notizia da cogliere acriticamente a braccia aperte, con il cuore colmo di gioia per la realizzazione delle meravigliose sorti progressive, perché rimane un problema da non sottovalutare: l’umanità è pronta ad affrontare questa novità e possiede gli strumenti per controllarla? È la domanda da porsi a questo punto. Il progresso tecnologico e tecnico avanza ineluttabile, il percorso è spianato e la realtà assomiglia sempre di più a quei racconti e romanzi di fantascienza che tanto hanno reso celebri Philip Dick o Isaac Asimov, o Douglas Adams, dove l’umanità deve confrontarsi con nuovi esseri senzienti che lei stessa pure ha creato, come fosse Dio.

L’automa, come sogno, non è una fantasia apparsa soltanto nel secolo scorso: è presente dagli albori del mondo, già nell’Iliade con Efesto che si forgia due bellissime assistenti che lo aiutino nei lavori della sua fonderia, per poi proseguire fino ad oggi attraverso le più diverse rappresentazioni. Tra il serio e il faceto, il robot o l’androide è sempre rimasto il protagonista o la comparsa di un’opera letteraria, al massimo è diventato un giocattolo – che veniva comandato dal bambino –, eppure l’autocoscienza, come sembra avercela l’uomo, non è mai stata contemplata nella realtà come appartenente a questi enti, ideati e creati da altre mani che non siano di Madre Natura o di Dio.

Se già è un problema capire dove sorga la coscienza nell’uomo, ora invece bisognerà affrontare la tematica da un altro punto di vista: perché sì, le macchine si interfacciano sempre con un computer od un programma che si aggiorna, ma è stato progettato dall’Uomo; stando però alla ricerca di Lipson, non siamo comunque lontani dalla produzione di androidi od altri enti senzienti capaci di autoprodursi una coscienza, con il rischio di non riuscire a controllarli una volta raggiunta una certa percezione di sé e del mondo.

Se da un lato, l’umanità potrebbe essere in possesso dei mezzi tecnici per arginare la diffusione di questi enti, il condizionale è d’obbligo, dall’altro mancherebbero gli strumenti etici e morali, antropologici e culturali, per poter affrontare questa rivoluzione scientifica radicale. La tecnica di per sé non è buona né cattiva: è moralmente neutrale, è l’uso che se ne fa a piegarla in un verso o in un altro. Oggi non ci sono i presupposti per poter parlare in questo modo di androidi o di robot autocoscienti: ci si ritrova di fronte ad una prospettiva del tutto nuova, che ci coglie impreparati anche solo per poterla immaginare; non è ancora il momento per interfacciarci con esseri senzienti che pure noi abbiamo creato. Né proseguire per questa strada.

Non ci sono i presupposti: applaudire la nuova venuta del progresso scientifico può portare a molti più problemi di quanto attualmente molti possono immaginare, nessuno è pronto. Piuttosto che attendere la deriva, anzi dirigersi verso di essa a tutta velocità e con gli occhi chiusi nella notte, senza fari, forse è meglio fermarsi, riflettere per evitarla e per poter capire quale sia la direzione migliore per orientare queste scoperte, rivoluzioni e nuove conoscenze. L’umanità è ancora troppo fragile per affrontare l’arrivo di questo nuovo Moloch; si trova ancora in mezzo tra il Leviatano delle proprie differenze ed il Behemoth dell’uguaglianza, e non ha le forze per confrontarsi anche con questa nuova e terribile creatura. La situazione è questa. Il futuro ci dirà se questa panoramica si sarà rivelata veritiera o meno.

Alessandro Soldà