Crede di essere ubriaco e fugge all’alt tra Torbole e Riva: ma l’alcoltest era sotto il limite

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Pensava di aver bevuto troppo e di rischiare il ritiro della patente. Così, alla vista di un posto di controllo a Torbole, avrebbe deciso di non fermarsi e di fuggire verso Riva del Garda. Dopo l’inseguimento, però, è arrivata la sorpresa: l’alcoltest ha rilevato un valore inferiore al limite consentito.

L’episodio, avvenuto nelle scorse settimane, è stato reso noto dai Carabinieri della Compagnia di Riva del Garda. Il giovane turista straniero è stato arrestato in flagranza con le contestazioni di resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa dopo l’intimazione dell’alt. La vicenda è stata riportata anche dalla stampa locale.

Secondo la ricostruzione dell’Arma, tutto è iniziato durante un controllo congiunto dei Carabinieri della Stazione di Torbole e della Polizia Intercomunale Alto Garda e Ledro. Gli agenti avrebbero notato una moto di grossa cilindrata arrivare a velocità sostenuta e avrebbero intimato al conducente di fermarsi.

Il motociclista avrebbe inizialmente rallentato, per poi accelerare bruscamente, superando il posto di controllo e proseguendo verso Riva del Garda. È quindi iniziato l’inseguimento, al quale ha partecipato anche una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile.

La moto è stata intercettata all’ingresso di Riva, ma il conducente avrebbe nuovamente tentato di sottrarsi al controllo, percorrendo secondo i Carabinieri alcune strade contromano e procedendo a forte velocità. Dopo alcuni chilometri le pattuglie sono riuscite a fermarlo senza che si registrassero feriti o danni.

A quel punto il giovane avrebbe spiegato di essere fuggito perché, dopo aver bevuto alcuni bicchieri, riteneva di essere oltre il limite alcolemico. Gli accertamenti hanno invece dato esito diverso: il valore era sotto la soglia prevista dalla legge.

La fuga ha tuttavia fatto scattare conseguenze ben più pesanti. Il nuovo comma 7-bis dell’articolo 192 del Codice della strada punisce infatti chi fugge all’alt con modalità tali da mettere in pericolo l’incolumità altrui; la norma prevede anche la sospensione della patente e, nei casi stabiliti, la confisca del veicolo.

Il Tribunale di Rovereto ha successivamente convalidato l’arresto. Secondo quanto riferisce il comunicato dell’Arma, per il giovane è stata disposta la messa alla prova, da definire e da svolgere nel Paese di appartenenza, ed è stato quindi rimesso in libertà.

Sono inoltre scattati il ritiro della patente, il sequestro amministrativo della moto ai fini della confisca e sanzioni per violazioni al Codice della strada per quasi 200 euro.

Resta fermo, per le contestazioni penali, il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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