Aborto dopo le 24 settimane, il Massachusetts cancella i vincoli

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Il Massachusetts cambia in modo sostanziale le regole sull’aborto dopo le 24 settimane. Con la legge An Act Prioritizing Patient Access to Care, firmata il 10 agosto dalla governatrice democratica Maura Healey, non sarà più il legislatore a indicare una serie tassativa di condizioni: la decisione viene affidata al giudizio professionale del medico.

Fino ad oggi il paragrafo 12N delle leggi del Massachusetts, modificato nel 2020 con il ROE Act, consentiva l’interruzione di gravidanza oltre le ventiquattro settimane solo in circostanze determinate: per preservare la vita della paziente, tutelarne la salute fisica o mentale oppure in presenza di anomalie o diagnosi fetali particolarmente gravi.

La nuova formulazione elimina quell’elenco e stabilisce che «un aborto può essere praticato da un medico sulla base del giudizio professionale del medico». Cade inoltre l’obbligo di eseguire l’intervento in ospedale dopo la ventiquattresima settimana. La legge entrerà in vigore novanta giorni dopo la firma.

La modifica ha immediatamente riacceso il confronto politico. Fox News ha parlato di aborti consentiti «fino alla nascita», sottolineando l’assenza nel nuovo testo di una soglia gestazionale massima. Healey ha invece rivendicato il principio opposto: «Le decisioni sanitarie devono essere prese tra le donne, le famiglie e i loro medici, non dai politici».

Sono due letture politiche di un dato normativo che merita di essere distinto con precisione. La legge non introduce infatti un diritto automatico all’aborto su richiesta fino al momento del parto: resta necessaria la valutazione professionale del medico, soggetta agli standard sanitari applicabili. Allo stesso tempo, è corretto osservare che il legislatore ha eliminato le condizioni che in precedenza limitavano espressamente gli interventi oltre le 24 settimane, senza sostituirle con una nuova soglia temporale.

I numeri interessati sono limitati. Nel 2024, secondo i dati statali citati nel dibattito sulla riforma, in Massachusetts gli aborti effettuati a 24 settimane o oltre sono stati 99, contro gli 84 dell’anno precedente. Anche a livello nazionale gli interventi nelle fasi avanzate della gravidanza rappresentano una quota molto ridotta del totale.

Dopo la sentenza Dobbs del 2022, però, la questione è diventata soprattutto politica e costituzionale. Restituita agli Stati la competenza sull’aborto, gli Stati Uniti hanno visto consolidarsi due modelli opposti: divieti molto restrittivi da una parte e progressiva eliminazione dei limiti legislativi dall’altra.

Il Massachusetts sceglie quest’ultima strada: non amplia le eccezioni previste dalla legge, ma le sostituisce con la discrezionalità clinica del medico. Per i sostenitori è fiducia nella medicina; per i critici è una rinuncia del legislatore a fissare un confine su una delle questioni etiche più controverse del dibattito americano.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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