Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul crollo parziale del Palazzo di Giustizia di Bolzano. A renderlo noto è la Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per disastro colposo affidando le indagini a due magistrati dell’Ufficio.
Il crollo era avvenuto nella mattinata del 16 luglio, quando aveva ceduto la parte centrale del Palazzo di Giustizia. Il cedimento aveva coinvolto i pilastri portanti e una vasta porzione dell’edificio, comprese le aule della Corte d’Assise e i quattro piani sovrastanti. Al momento del crollo all’interno si trovavano sei addetti alle pulizie: una persona aveva riportato soltanto lievi graffi, mentre non si erano registrati feriti gravi né vittime.
A quasi un mese dall’accaduto, l’inchiesta entra ora in una fase più definita. La Procura ha nominato un consulente tecnico incaricato innanzitutto di individuare il rischio di eventuali ulteriori crolli e indicare le misure immediate da adottare. Al consulente spetta inoltre stabilire quali aree debbano essere sottoposte a sequestro in vista degli accertamenti peritali che dovranno chiarire le cause del cedimento.
A seguito del sopralluogo è già stato disposto il sequestro della parte centrale del palazzo interessata dal crollo. Nelle porzioni dell’edificio rimaste integre sono stati inoltre collocati, d’intesa con i tecnici incaricati dalla Provincia, alcuni sensori per monitorare costantemente eventuali cedimenti strutturali.
Parallelamente è stato disposto il montaggio di un ponteggio con la funzione di stabilizzare la facciata centrale, tuttora considerata pericolante.
La novità principale riguarda però il fronte giudiziario. Secondo quanto comunicato dalla Procura, a seguito dei primi sviluppi dell’inchiesta sono state iscritte nel registro degli indagati cinque persone. Gli interessati hanno consegnato spontaneamente agli inquirenti la documentazione in loro possesso relativa ai lavori.
Gli accertamenti tecnici proseguono e dovranno ora individuare le ragioni del crollo, avvenuto mentre sull’edificio erano in corso lavori di consolidamento statico. Il Palazzo di Giustizia era passato nel 2018 dalla Regione Trentino-Alto Adige alla Provincia autonoma di Bolzano.
L’iscrizione nel registro degli indagati non costituisce naturalmente un accertamento di responsabilità. La stessa Procura di Bolzano, chiudendo la propria nota, richiama espressamente il principio di innocenza.

