Sanremo libera il sesso? Non scherziamo, mancava pure Efe Bal

Una persona (italiano medio) che cantasse “Volare”, saprebbe benissimo che alcuni personaggi televisivi sono ormai diventati “CULT” nel panorama delle dinamiche della sessualità liquida. I personaggi in questione vanno da Eva Robin’s a Luxuria a Maurizia Paradiso etc..

Uno dei personaggi più interessanti è Efe Bal. Efe Bal ha spesso fatto dichiarazioni di questo tipo: «Vorrei pagare le tasse allo Stato italiano ma vorrei ricevere in cambio un riconoscimento sociale e del mio lavoro come un’attività professionale autonoma, vorrei aprire una partita Iva e anche che si preveda per il pagamento delle tasse un decrescere in base all’età dell’escort, prostituta, transex o gigolò. A venti, trent’anni è giusto pagare di più perché sei giovane, in forza e puoi lavorare tanto. Poi tra i quaranta – cinquanta si diventa meno prestanti. E si incontrano meno clienti. Questo è un lavoro usurante, non è come quello dei professori di scuola che con l’età diventano più bravi e preparati».

La dichiarazione di cui sopra è solo una (da Il Tempo) di quelle che l’artista fa quando entra in contatto con i media di ogni categoria. La signora è una operatrice del sesso (in Italia il lavoro è ancora tabù) e chiaramente ha dei proventi da questo. Lo Stato ha chiesto alla signora delle tasse, ma non è disposto a regolarizzarla.

La prostituzione viene contata ai fini del PIL, ma non consente un sistema di regolarizzazione. Resta un’enorme fetta di mercato nero, che muove soldi, opinioni e che occupa uno spazio ideologico e anche culturale nella mente degli italiani, e su web, dove la pornografia occupa ancora i primi posti in classifica per fruizione, insieme alla musica, ai quotidiani, allo streaming e alle forme di intrattenimento interattivo, come ad esempio i giochi.

Topic: Sanremo era incentrato sulle tematiche sessuali? La mia tesi personale è che NO, non lo fosse. VERO: abbiamo assistito a baci plurimi tra artisti che hanno fatto pensare a uno scoppio di sessualità liquida, ma è solo moda. FARSA: la maggior parte delle scenette era finta e anche l’ospitata di Roberto Benigni all’Ariston per parlare del “Cantico dei Cantici” non era poi così nuova, visto che si tratta di uno spettacolo già fatto altrove.

In realtà le tematiche attuali non sono state toccate. Ad esempio il dialogo di Rula Jebreal non parla di violenza ma parla di una madre straniera che ha avuto una storia di violenza fisica e sessuale; il triste monologo sulla Bellezza di Diletta Leotta era talmente penoso che anche la nonna, citata varie volte nel testo, ha finto di non conoscere la nipote.

Come non ridere.. quando in Italia si parla di “bellezza” si rischia sempre il flop, senza toccare Hume e Kant con la loro bellezza soggettiva od oggettiva possiamo tirare in mezzo Leibniz: “Vediamo che i pittori e gli altri artisti sanno riconoscere benissimo ciò che è stato fatto male, ma spesso non sanno rendere ragione del loro giudizio e, a chi li interroga, dicono a ciò che loro non piace manca un so che.” Infatti la nonna – di Diletta – non la guardava neppure.

Tornando al tema in oggetto quindi no: tra i personaggi dell’attualità italiana – in tema di LGBT – Sanremo avrebbe dovuto invitare a un monologo anche Efe Bal, che certamente avrebbe avuto molto più da raccontare che non altri. Non c’era, segno dei tempi, un evidente messaggio di superficialità.

In realtà di grande attualità, visto che nel periodo Sanremese, stante quanto risulta dalla stampa e da diversi servizi curati da Mario Giordano, per Fuori dal Coro, l’aumento del fenomeno del batuage di tipo transessuale è evidente nei giorni della Kermesse.

Insomma .. si vorrebbe parlare di cose .. ma per farlo si parla di altro. Perché Sanremo è Sanremo.

Martina Cecco