Sesso: la Dichiarazione Universale dei Diritti Sessuali?

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Le idee di Laura Boldrini non sono affatto nuove, sono copiate da una narrazione che affonda le sue radici nel 2017, quando lo scandalo in Italia iniziò ad emergere ben prima della diffusione capillare di OF e ben prima che emergessero crisi come quelle di Terrazza Sentimento o fatti come quelli recentissimi di Ciro Grillo e soci. Il problema del consenso sessuale non è materia nuova.

Andiamo verso una coerenza legislativa che potremmo definire “Dichiarazione Universale dei Diritti Sessuali” in materia di sessualità e diritto? Omosessuali si lamentano, eterosessuali si lamentano, minori si lamentano, è emergenza. Vera o falsa che sia. La domanda emerge dalla cronaca – con prepotenza – poiché sempre più spesso ci troviamo di fronte a persone di diversa nazionalità che non concordano sul principio di libertà sessuale.

La storia della cultura del sesso dipende dalla propria origine etnica, ovvero entrano in collisione comportamenti che si incontrano, creando un clima da “abuso sessuale generalizzato” sempre meno tollerato anche nell’ambito dello spettacolo e dello sport, dove ad esempio si iniziano a sentire discorsi su immorali rimborsi allo scopo di improbabili silenzi da parte di vittime in favore di carnefici (esiste un dovere di rassicurare un carnefice in cambio di denaro sonante o è tutto un bluff e una truffa da show?)


Ferrea e sempre verde la regola valida per tutti, Dichiarazione Universale dei Diritti Sessuali o no: il sì è sì ed il no è no. Tutto qui. L’età conta, serve sapere con chi si esce la sera o la mattina e serve sapere che intenzioni e che esperienza ha.
Il punto dolente: non si possono commettere abusi di qualità, se una cosa precisa non piace non si deve insistere. Il limite estremo a cui si tende è il consenso scritto informato, proposta di legge davvero fatta, in Spagna, per combattere gli abusi sessuali. Serve una Dichiarazione Universale dei Diritti Sessuali, che unisca il sesso alle diverse inclinazioni sessuali, visto che ormai le persone non riescono più ad amarsi e a parlare tra loro.


Da una parte la sempre crescente tutela delle persone con sessualità liquida (termine infausto che riassume malamente la varietà di espressioni che il sesso porta con sé) che hanno molto meno imbarazzo nel parlare del loro rifiuto e della loro sessualità, dall’altra il diminuire della vergogna legata alla religione, che impediva di parlare di questo pubblicamente, infine la sempre migliore percezione del concetto di dignità sessuale, che fa percepire il reato prima sommerso, hanno fatto sì che dal 1981 in Italia la donna abbia ottenuto il disconoscimento di pratiche come il “matrimonio riparatore” e il “delitto d’onore”.

Molte volte si tratta di retaggio culturale

Ad oggi, grazie al lavoro condotto dalle Commissioni in tema di diritti sessuali in Italia sono stati riconosciuti reati come la violenza sessuale, l’abuso sessuale, la protezione del minore dai pedofili, lo stalking a scopo sessuale, il più recente, infine il reato di omofobia che si affianca alla misoginia e il reato di mobbing sessuale. Non che in passato non accadessero fatti criminali, ma la percezione della ingiustizia era certamente messa in secondo piano rispetto alla parvenza che tutto fosse a posto.
La violenza sessuale è riconosciuta anche dall’antica Grecia e dall’antico Egitto – potrebbero dire coloro che hanno studiato storia – vero, ma nel Diritto di Famiglia italiano tale percezione ha subito parecchie storture, tanto da essere messa in secondo piano, rientrando in un concetto generico del comportamento. Non saremmo qui a parlarne se fosse tutto già chiarito. No?

Determinare la propria appartenenza sessuale


Maschio o femmina la legge sta cambiando per tutti: non a caso nei paesi più moderni sono in aumento le denunce per i comportamenti che sforano nell’animalesco e nella violenza, nella sopraffazione e nella vergogna. Le statistiche più aggiornate della Commissione europea infatti mettono in risalto numeri che – è evidente – dipendono dalla legislazione. Perché mai in Botswana e in Irlanda del sud dovrebbe esserci una popolazione che violenta le donne e nel Mali o in Italia invece meno? Ovvio che si tratta di presenza o assenza di controllo.


In latere alla dignità della sessualità che personalemente vedrei ben rappresentata dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Sessuali resta il conto aperto con la morale sociale, dove ancora concetti legati alla sfera intima sono tema delicato, in un intreccio di rapporti anche di potere e di sottomissione e dominanza che non sono sempre facili da chiarire: la violenza è da valutarsi come effettiva (all’americana) o come percepita (all’europea)?


I minori sono liberi di essere liberi, per cui rappresentati coerentemente dalla legge, come nei paesi moderni, oppure sono senza diritti come nei paesi dove sono sfruttati sessualmente? Domanda retorica, ovvio, ma se sono disattesi c’è da lavorarci su.
E’ in questo inghippo globale che spetta a noi – paesi ormai pienamente realizzati nella libertà sessuale – portare avanti una legge che non sminuisca il reato.


Certamente non giova alle persone che sono vittima di violenza, maggiorenni o minorenni, vedere che un concetto di diritto negato diventa un patteggiamento in transazione da risolvere a suon di bonifici, tanto per iniziare. Ancor meno vedere che la violenza vera o presunta diventa Show. (MC).

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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