Baracetti, intervista: chi è e cosa pensa il candidato a Trento alle Comunali 2020 per il Centrodestra

Vedere negozi chiusi, vetrine storiche che abbandonano il centro, assistere alla perdita del commercio artigianale e di qualità è una sconfitta: l’amministrazione deve essere amica di negozianti e imprese, incentivare il mercato locale, rendendo bella e attrattiva la nostra Trento. L’amministrazione deve essere amica del cittadino e dell’imprese, non un ostacolo.

Dimessosi dalla carica di Consigliere Tesoriere dall’Ordine degli Avvocati per aspirazione alla governance cittadina: chi è il candidato a Sindaco per la coalizione di centro destra popolare autonomista per il cambiamento, dott. Alessandro Baracetti, l’intervista.

Le hanno gia’ attribuito degli scopi di merito, ovvero per il rinnovamento moderato a garanzia di una coalizione equilibrata. Si riconosce in questa descrizione che hanno fatto di lei?
Mi riconosco in queste parole. La scelta della coalizione è stata univoca per una persona competente, moderata, capace di cogliere l’anima trentina e di rappresentare l’esigenza di cambiamento che Trento chiede. Il mio impegno e il mio entusiasmo per questo progetto sono seri e totali. Chiedo ai cittadini di non rimanere rigidi in schemi di pensiero o in abitudini, di ascoltare e di avere coraggio di unirsi a noi per cambiare in meglio.

Trento alla svolta: quali priorita’ e quali bisogni vede impellenti?
Trento è sopita, anestetizzata dall’inazione dell’amministrazione uscente. Le cose devono andare meglio: non ci si può accontentare. Urgente è il problema della sicurezza: i cittadini devono riappropriarsi di tutti i luoghi della città, devono poter liberamente frequentare le vie e allo stesso tempo vivere in tranquillità nelle proprie mura. Il sentimento di insicurezza è diffuso: è qualcosa che non apparteneva alla nostra comunità. Il problema e le richieste di intervento sono state per troppo tempo inascoltate.

Giovani e grandi eventi dal Muse al Castello, dalle Piscine e Centri sportivi alla Cultura: in cosa consiste il vostro impegno per la citta’?
La bellezza di una città si misura anche attraversi gli stimoli culturali che sappia offrire. Sono convinto che l’impegno deve essere quello di estendere le occasioni di incontro ricreativo, sportivo e culturale per tutto l’anno, senza concentrazione in singoli eventi; occorre coinvolgere tutte le generazioni e, soprattutto, valorizzare tutti i luoghi del territorio cittadino. Abbiamo tante perle: possiamo realizzare una collana di pregio!

Emergenze abitative (sistemazione ITEA), emergenza degrado (parchi e piazze), emergenza parcheggi, emergenza centro storico in abbandono da parte delle attivita’ e dei negozi. Da 15 anni siamo in emergenza, ormai possiamo parlare di trend, come le affrontera’?
Le parole che usa sono appropriate: da emergenza è diventato un trend a causa delle scelte e dell’inazione dell’amministrazione uscente. Bisogna agire in sinergia con la Provincia per riqualificare gli immobili e creare nuove prospettive abitative. Il degrado urbano (non solo in parchi e piazze) è un dato di fatto ed è collegato anche al tema della sicurezza. Vedere negozi chiusi, vetrine storiche che abbandonano il centro, assistere alla perdita del commercio artigianale e di qualità è una sconfitta: l’amministrazione deve essere amica di negozianti e imprese, incentivare il mercato locale, rendendo bella e attrattiva la nostra Trento. L’amministrazione deve essere amica del cittadino e dell’imprese, non un ostacolo.

Infine: bilancio uscente la verita’ di un giudizio su quello che e’ stata la gestione Andreatta. Si parte bene o si parte male?
Andreatta lascia una città rassegnata e demotivata. La gestione lenta e monotona non ha saputo interpretare i bisogni della città. Ora ci vuole vitalità: i cittadini, assuefatti, devono tornare protagonisti ed essere ambiziosi. E’ il momento che la città degli “ex” (ex-italcementi, ex-sit) si rinnovi e viva il suo presente, con proiezione al futuro. Immagino una città ecologica, con un piano urbanistico all’avanguardia che colleghi il centro alle periferie, che attiri investimenti in partnership con il privato, che stimoli con concorsi di idee il rinnovamento.

INFO NOTA: La lettera di dimissioni inviata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del 10 febbraio 2020 in cui egli diede le dimissioni da Consigliere Tesoriere.

Care Colleghe,
Cari Colleghi,
l’impegno che ho assunto per la città non mi permette di rimanere consigliere di un Ordine che deve rappresentare tutti i professionisti, senza coloriture di natura politica. Ho deciso perciò di dare le mie dimissioni da consigliere e Tesoriere, pur rappresentando, in questa situazione nuova, un dato di continuità: come persona e come collega, sarò, sempre, disponibile.
Ringrazio il Consiglio, il Presidente, il Segretario, tutti i Consiglieri, il prezioso staff amministrativo per il lavoro svolto assieme, in sintonia e anche in amicizia.
Ringrazio tutti i Colleghi, che mi hanno sostenuto nel ruolo consiliare, sia con l’assenso sia con le critiche.
Faccio tesoro di ciò che ho vissuto per affrontare questa nuova sfida.

Grato a Voi tutti,
Alessandro Baracetti

MC