L’amore ai tempi del Coronavirus

Quarantena e distanze di sicurezza, ma anche obbligo di non potersi spostare dalla propria residenza senza comprovata necessità. A nulla sono valsi i tentativi da parte di alcuni coraggiosi nel poter raggiungere il proprio amato o la propria amata: in tempi di Coronavirus anche l’amore deve essere a distanza tranne nel caso in cui si conviva o si sia già sposati. Ecco un decalogo di situazioni che si verificano ai tempi del Coronavirus.

  1. Quando tornerete ad abbracciarvi sarete così ingrassati che non riuscirete più completare il cerchio delle braccia.

2. Il vostro rimorso più grande risale all’ultima volta che avete rifiutato di fare l’amore con la scusa: “sono stanco, ho sonno”, “ho mal di testa stasera amore” oppure “scusa ma oggi sono di fretta”.

3. Quando sarà finito il periodo di clausura, non saprete ancora se sarà meglio recludersi nuovamente, a baciarsi, o fare un giro all’ aria aperta. Nel dubbio sceglierete di andare in un campo, tanto ormai sarà estate e non avrete il problema di essere vestiti.

4. Per un pò di tempo risolto il problema di andare dall’estetista per farsi la ceretta, tanto su Skype la ricrescita non è fastidiosa.

5. I pranzi con i genitori di lui o di lei finalmente sono aboliti per un pò di tempo: niente fidanzato/a = niente suoceri. 

6. C’è il rischio, quando vi chiamate su Skype, che l’uno non riconosca l’altra a causa delle condizioni di scarsa igiene che tenete a casa vostra: capelli sporchi, maglia con macchie di pomodoro misto caffe latte che non cambiate dal secondo giorno di quarantena.

7. Iniziate a rivalutare l’idea di non aver comprato quel sexy toy da usare a distanza.

8. Vi domandate se sono più fortunati i morosi che convivono o quelli che sono separati ma vi rispondete leggendo gli articoli che riguardano i cinesi: dopo la quarantena sono aumentati i casi di divorzio e voi non volete fate la stessa fine.

9. Vi consolare pensando che non vedervi per un pò di tempo rafforzi il vostro amore.

10. Non potete neanche “litigare come si deve” perché, se uno non ha voglia di sentire l’altra, basta che riattacchi la cornetta.