Il Coronavirus dimostra l’importanza degli ospedali di Valle – di Gianluca Cavada

La pandemia di Coronavirus ha dimostrato pienamente la necessità e l’importanza degli ospedali di valle e del personale presente al suo interno. Le cifre sul Coronavirus dovrebbero farci intuire come le difficoltà attualmente patite dai nostri ospedali siano figlie non solo dell’elevata aggressività del virus, ma anche e soprattutto dei tagli voluti da parte di alcuni soggetti osannati come salvatori della Patria e accettati placidamente dal nostro paese in virtù di uno Spread e di cifre che nei fatti hanno solamente danneggiato la nostra economia.

Non possiamo infatti negare che continua ancora oggi, da parte di alcuni, l’elevazione del concetto che vede dannoso tenere aperti certi presidi ospedalieri, e l’invito alla chiusura – per esempio – dei punti nascite che sono stati riaperti di recente in regime di deroga.

Si tirano fuori costi, si fanno discorsi da professoroni altamente qualificati ma che in casi come questi hanno dimostrato di essere inaffidabili. Se un punto nascita – tanto per rimanere sul tema – costa 4 invece di 2 ma è in un posto strategico per aiutare la popolazione, lo si deve tener aperto. E su questo punto personalmente non accetto compromessi anche alla luce di quanto si sta vivendo in queste settimane con l’emergenza Covid-19. Tanto per fare un altro esempio ricordo che anche se in questo periodo vi è una temporanea chiusura del reparto, quel punto nascite ha comunque permesso la presenza sul territorio di ben 25 operatori sanitari che si sono occupati di Covid-19 assieme ai loro colleghi.

Sempre in merito al tema Punto Nascite di Cavalese colgo a questo proposito l’occasione per formulare un particolare ringraziamento alle associazioni che in questi anni – in cui il centrosinistra autonomista prima ha previsto la chiusura e, solo le dopo proteste, ha cercato di fare marcia indietro – si sono prodigate per sensibilizzare sul tema e per aiutare ogni giorno le varie attività che ruotano intorno alla sua piena apertura.

L’apertura totale del punto nascite e di tutte le attività inerenti all’ambito ostetrico, cito per esempio l’anestesista sempre garantito, è comunque un beneficio per i restanti reparti presenti presso la struttura ospedaliera di Cavalese. Una struttura che oggi deve essere potenziata per affrontare sia le situazioni di emergenza, come quella relativa al Covid-19, sia gli eventi olimpici.

Sono discorsi che ho già fatto nel passato e questa emergenza dà ragione a chi voleva sistemare la struttura di Cavalese ma anche quella di altri presidi ospedalieri presenti nelle valli. La sfida, al termine di questa emergenza, è quella di entrare in una nuova mentalità per quanto riguarda la gestione della salute pubblica che deve essere rivolta da al contenimento della spesa pubblica, ma senza togliere alcun servizio pubblico nelle valli e anzi semmai proprio specializzando queste nell’ottenimento di un servizio sempre più efficiente.

Intanto un primo punto di partenza è caratterizzato dal riconoscimento di un premio a coloro che hanno affrontato e stanno affrontando l’emergenza Covid-19. Mi riferiscono non solo ai medici, ma anche agli assistenti domiciliari, agli infermieri, agli OSS e agli OTA.
Con grande dedizione e professionalità, i nostri operatori hanno protetto e stanno proteggendo il Trentino, a volte con turni di lavoro massacranti, senza conoscere mattine o notti, anche a rischio della propria incolumità personale e, effetto non trascurabile, delle loro stesse famiglie.

Non si parla di eroi con mantello e super poteri, ma di padri e madri di famiglia che con grande professionalità sono in prima linea a fronteggiare questa emergenza, cercando di fare del loro meglio; sono la parte buona della nostra società, quella di cui essere orgogliosi, senza retorici appelli alla patria o al grande Paese.

Persone che mettono le loro competenze e capacità al servizio di tutti e lo fanno con un impegno superiore, oggi, perché questo serve. Nel reparto di medicina, dove la rapidità delle tempistiche e le risorse a disposizione devono andare a braccetto al fine di garantire una qualità di cure che si adatti alle necessità dei pazienti, si ritiene che l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo in questi giorni possa essere un monito per tutti per valorizzare quelle categorie sanitarie che sono, di fatto, essenziali per il benessere della Comunità.

Il riconoscimento di un premio anche a loro – alla pari di una maggiore valorizzazione degli ospedali di valle – è un punto importante per un nuovo rapporto tra salute-valli e uomo.

Gianluca Cavada