Covid. Onda Civica denuncia le condizioni del reparto all’Ospedale di Rovereto: “da terzo mondo”

Il gruppo, che ha in Filippo Degasperi uno dei suoi esponenti, ha portato alla luce l'esperienza avuta da una donna, Manuela, che sarebbe stata ricoverata nel reparto Covid-19 dell'Ospedale di Rovereto per circa due settimane.

photocredit: Onda Civica Trentino

Nelle ultime ore a caratterizzare l’attenzione mediatica trentina è arrivato un articolo pubblicato sul sito ufficiale di Onda Civica Trentino nel quale sono state denunciate le condizioni assolutamente precarie nelle quali sarebbero costretti a vivere i pazienti ricoverati nel reparto Covid-19 dell’Ospedale di Rovereto. 

Da quanto si evince dalla lunga, ed accorata, accusa mossa da Onda Civica Trentino i degenti di quello specifico reparto si troverebbero a dover affrontare condizioni “da terzo mondo”, privi della minima privacy e addirittura costretti, in alcuni casi, a dover espletare i propri bisogni fisiologici in delle padelle davanti a tutti. 

Il gruppo, che ha in Filippo Degasperi uno dei suoi esponenti, ha portato alla luce l’esperienza avuta da una donna, Manuela, che sarebbe stata ricoverata nel reparto Covid-19 dell’Ospedale di Rovereto per circa due settimane. Manuela racconta di aver vissuto un’esperienza ai limiti del traumatico, dovendo convivere con altre tre persone in una stanza priva della minima privacy e senza bagni. 

Questo, oltre che rendere difficile il soggiorno dei pazienti, impedirebbe anche agli operatori sanitari della struttura di potersi prendere cura “degli ospiti” in maniera adeguata, dovendosi occupare anche dei servizi di pulizia oltre che della salute dei propri pazienti. Una volta uscita dal reparto, la protagonista di questa vicenda, ha voluto evidenziare tutte le difficoltà della struttura decidendo anche di avviare una raccolta fondi per fornire all’Ospedale di Rovereto gli strumenti necessari, nello specifico delle poltrone più comode per svolgere i servizi di igiene personale, per potersi prendere cura dei degenti e alleviare il carico di lavoro degli operatori. 

Sebbene l’iniziativa fosse mossa dalle più nobili intenzioni, l’Ospedale di Rovereto si sarebbe mosso in modo da rendere le cose molto difficili, arrivando a rifiutare la donazione della signora a causa delle specifiche tecniche inadeguate delle nuove poltrone. L’azienda sanitaria infatti, avrebbe rifiutato le nuove poltrone a causa della portata massima inferiore (100 kg) rispetto a quelle richieste di 130 kg. 

Una volta adeguatasi alle richieste dell’Ospedale, sulla domanda di donazione dell’ex paziente sarebbe calato il silenzio. Con l’Azienda sanitaria che sembrerebbe aver preferito rimanere con 3 poltrone comode per 30 pazienti, piuttosto che accettare la donazione della signora Manuela, i cui fondi rimarrebbero bloccati in attesa di destinazione. 

Onda Civica ha così voluto denunciare la vicenda, concludendo così il post: “Le poltrone con portata a 130 kg tra l’altro non sarebbero nemmeno definite “comode” ma apparterrebbero ad una categoria, quella delle “sedie bariatriche”, molto peculiari e molto poco diffuse (nel reparto Covid dell’Ospedale di Rovereto non ne esiste traccia). Insomma l’azienda risponde che non sono a norma e quando lo diventano, perché la signora Manuela provvede a procurarsi quelle di giusta portata…cala il silenzio. Dall’Azienda sanitaria non si hanno più risposte. Il reparto di Rovereto continua ad essere dotato di sole tre sedie comode, tra l’altro non a norma, per 30 pazienti e i soldi raccolti dalla signora Manuela restano lì, in attesa di poter essere utilizzati per un qualcosa di buono. A voi i commenti”.