La partecipazione di Musk al Saturday Night Live fa crollare il prezzo del Dogecoin

La partecipazione in veste satirica dello stesso Musk al Saturday Night Live in cui ha parlato del Dogecoin non è stata apprezzata da qualche grosso investitore che alla parola “imbroglio”, pronunciata dal miliardario fondatore di Tesla, hanno fatto crollare il prezzo della criptovaluta di un quarto del suo valore. Il rischio è che si possa verificare un Panic selling. Il panic selling è una massiccia vendita, su larga scala, di strumenti finanziari dovuta al timore, da parte degli investitori, di imminenti ribassi dei titoli posseduti. Questo causa rapidi ed estesi crolli di valore. In Italia erano le 5:30 stamane quando è andato in onda il Saturday Night Live con ospite speciale proprio Elon Musk. Il suo numero principale riguardava proprio il Dogecoin con uno sketch intitolato “Weekend Update: Financial Expert Lloyd Ostertag on Cryptocurrency”, in cui ha interpretato la parte di Lloyd Ostertag, ovvero il Dogefather. 

Ecco la registrazione dello sketch:

Lo sketch ruota attorno al fatto che al Dogefather venga chiesta una definizione di cosa sia Dogecoin, e lui di fatto sembra non riuscire a fornirla, tanto che gli viene chiesta più e più volte.

Alla fine il finto conduttore gli chiede: “quindi è un imbroglio”? Ed il Dogefather risponde: “sì, è un imbroglio”. Una frase che se presa fuori dal suo contesto può essere considerata come un’ammissione di colpa da parte del miliardario, ma è altresì vero che Musk ha sempre giocato sull’ironia e sullo scherzo tanto da autoproclamarsi su Twitter Imperatore di Marte, una definizione scherzosa ma del resto collegata al suo impegno nell’industria aerospaziale. 

Parole che non sono piaciute a qualche grosso investitore che – forse complice l’ora tarda – ha deciso di vendere tutti i suoi Dogecoin con un crollo che in fin dei conti era ampiamente previsto e che anzi si sarebbe verificato. Certamente non con una simile rapidità. Dobbiamo infatti ricordarci che le correzioni, in borsa, sono salutari e svolgono il compito di attirare nuovi investitori. Nel caso concreto il rischio resta quello del Panic selling, ovvero nella paura che il prezzo possa ulteriormente crollare. Solo nelle prossime ore si vedrà se il panic selling prenderà il sopravvento o se – cosa plausibile – il prezzo possa ritornare a superare i massimi storici. 

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Laureato in giurisprudenza vive tra Trento e il Lago di Garda. E' giornalista pubblicista e vicedirettore di Secolo Trentino dal 2016.