Le mamme, la messa, la scuola e i leggings

Il caso "minigonna e stupro" e "non abbandonarci alla tentazione" in salsa school

Sono un pezzo del guardaroba sciatto e inguardabile, han un uso sportivo ma ormai esso è diventato il corrispettivo della tuta “adidas” degli anni novanta o dei jeans “fiorucci” degli anni ottanta.

Il leggings ovvero i leggings per le ragazze – dai due anni in poi – è stato sdoganato. La pantacalza (anche se attualmente si vede sempre meno) ha girato parecchio anche fuori dalle palestre e dai film porno.

Resta il fatto che una mamma ha scritto al quotidiano londinese per far vietare i leggings perché distraggono sessualmente i maschi. In realtà era stata distratta pure lei. Al Saint Mary di Notre Dame. Una sorta di chiesa dove gravita una scuola privata.

Il tema relativo alla divisa scolastica o al bon ton a messa torna spesso alle cronache. Ma in realtà a ben guardare i leggings sono solo un fatto di immagine (apparire sportivi e quindi sani e belli) mentre la decadenza sarebbe altro (non lavarsi o indossare abiti maleodoranti ad esempio).

Ad ogni modo la bizzarra lettera del 2019 è stata rilanciata da “The Observer” in questi giorni grazie al tag. “Il Post” ne ha ricavato un articolo per facebook. Essendo succulenta e divertente la proponiamo alla pubblica opinione. Eccola. VOI cosa ne pensate?

Il Guaio dei leggings di Mary White

Ho pensato a lungo di scrivere questa lettera. Ho aspettato, sperando che le mode cambiassero e che una lettera del genere non fosse necessaria, ma sembra che non stia succedendo. Non sto cercando di insultare nessuno o di violare i diritti di nessuno. Sono solo una cattolica madre di quattro figli con un problema che solo le ragazze possono risolvere: i leggings.

L’emergere dei leggings come pantaloni alcuni anni fa mi ha sconcertato. Sono un capo che non perdona. Ero a messa in Basilica con la mia famiglia. Davanti a noi c’era un gruppo di giovani donne, tutte con indosso dei leggings molto attillati e tutte con indosso un top a vita corta (in modo che la parte inferiore del corpo fosse scoperta tranne che per i leggings).

Un mondo in cui le donne continuano a essere descritte come “bambine” da film, videogiochi, video musicali, ecc. rende difficile alle madri cattoliche insegnare ai propri figli che le donne sono le figlie e le sorelle di qualcuno. Che le donne dovrebbero essere viste prima come persone e tutte le persone dovrebbero essere considerate con rispetto.

Parlo ai miei figli della principessa Leia e di come Jabba the Hutt abbia cercato di rubare la sua personalità mettendola in un vestito da schiava in cui il suo corpo è diventato il fulcro.

I leggings non sono affatto abiti da schiava. E nessuno le impone alle innumerevoli giovani donne che le indossano. Ma mi chiedo perché nessuno pensi che sia strano che l’industria della moda abbia indotto le donne a esporre volontariamente le loro regioni inferiori in questo modo. Mi vergognavo per le giovani donne alla Messa. Pensavo a tutti gli altri uomini intorno e dietro di noi che non potevano fare a meno di vedere il loro sedere.

Ho sentito donne dire che a loro piacciono i leggings perché sono “comodi”. Così sono i pigiami. Così è la nudità. E il corpo umano è una cosa bellissima. Ma non andiamo in giro nudi perché rispettiamo noi stessi: vogliamo essere visti come una persona, non come un corpo (come la schiava Leia). Non andiamo nudi perché rispettiamo le altre persone che devono vederci, che lo vogliano o no. Questi non sono solo i miei figli: sono i padri ei fratelli dei tuoi amici, gli studenti maschi delle tue classi, gli uomini di ogni tipo che visitano il campus.

Mi sto preoccupando sia per i ragazzi sgradevoli che ti guardano in modo inquietante sia per i bravi ragazzi che fanno di tutto per evitare di guardarti. Per le madri cattoliche che vogliono trovare una coperta per coprire amorevolmente la tua nudità e proteggerti – e trovare sciarpe da annodare sugli occhi dei loro figli per proteggerli da te!

Maryanne White 22 Marzo 2019