Braccio di ferro tra Provincia e Comune sul nuovo stadio del Trento, ma a rimetterci è l’industria dello sport

Stadio in centro o stadio in periferia? Un argomento che tiene divise amministrazione provinciale e amministrazione comunale con il rischio che tale contrapposizione possa rappresentare una crisi concreta per l’industria sportiva del Trentino. La Provincia è proprietaria dell’area San Vincenzo di Mattarello e lì secondo Giacca, Presidente del Calcio Trento, andrebbe realizzato lo stadio.

Il Comune invece vuole creare un grande contenitore per eventi fieristico-culturali all’ex Italcementi, con un campo da calcio sul tetto. Uno stadio integrato nella città, vicino alla stazione, servito dal nuovo parcheggio multipiano in Destra Adige. Un’idea alternativa a uno stadio in periferia, con annesso centro commerciale: «Così si fa nel Nord Europa» ha detto il sindaco Ianeselli al giornale L’Adige giustificando la proposta.

Il rischio è che quest’ultima ipotesi non possa essere d’aiuto all’industria sportiva trentina e anzi non risolva alcuni problemi legati al futuro dello sport nel capoluogo anche alla luce delle Olimpiadi invernali. Un’ipotesi di progetto, qualora venisse avallata la proposta di costruire lo stadio presso l’area di San Vincenzo, potrebbe prevedere anche la creazione di piscine, dando la possibilità di un nuovo impianto per tutti coloro che vivono al di sotto di Piazza Dante e che ora sono costretti a usare la struttura di Via Fogazzaro che, nonostante i trionfalistici proclami da parte del Comune circa la creazione dei nuovi scivoli, è ormai datata e collocata in un’area non idonea ad attrarre un alto numero di cittadini, soprattutto d’estate quando l’esigenza della piscina è anche maggiore.

Nonostante le numerose scusanti che possono essere fornite dal Comune di Trento, nei fatti al capoluogo manca ancora un vero e proprio polo sportivo e la costruzione del nuovo stadio, mandando in pensione il Briamasco che sorge di fianco a uno dei più bei palazzi della città, rappresenterebbe un’unica occasione per rendere la Città di Trento una città veramente a misura di sportivo.

“La nostra Città merita uno stadio moderno e attrattivo, nel verde, con ampi spazi vivibili, in un luogo che possa offrire anche servizi complementari alla pratica sportiva, con una viabilità scorrevole e parcheggi dedicati” afferma il Consigliere provinciale Devid Moranduzzo, sostenendo la tesi del Presidente del Calcio Trento Giacca di costruire il nuovo stadio sull’area di S. Vincenzo a Mattarello. Un suggerimento da parte della Provincia che però sembra restare ancora inascoltato, dato il temporeggiamento che sta mettendo in piedi il Comune di Trento.

“Fin da quando sedevo in Consiglio comunale sostengo il progetto di una nuova costruzione sui terreni disponibili a Trento Sud: la ritengo infatti un’ipotesi ottimale e strettamente preferibile rispetto alle alternative dell’area ex-Italcementi o della ristrutturazione del Briamasco” continua Moranduzzo. “Non solo perché S. Vincenzo è un’area aperta e sgombra da altri edifici che permetterebbe la nascita di uno stadio immerso nel verde e con ampi spazi per costruire nuovi impianti che altrimenti non potrebbero essere realizzati nell’area ex-Italcementi, ma anche dal punto di vista della viabilità, visto che l’area di S. Vincenzo è vicina al casello autostradale e insiste su viabilità secondaria, non su un’arteria vitale come via S. Severino o il Lungadige S. Nicolò, con la conseguente possibilità di realizzare un ampio parcheggio che oggi manca terribilmente al Briamasco”.

Il rischio che sta correndo oggi Trento è molto simile a quanto accaduto a Roma, dove nonostante l’iniziativa virtuosa promossa dal Club è stata bloccata da un Comune che ha respinto qualsiasi tentativo di rendere attraente per gli investitori l’industria calcistica e sportiva in generale.