Anima gemella: sempre più donne perdono la speranza

Può sembrare un titolo alla “Sex and the City”, quando Carrie Bradshaw dal suo appartamento a Manhattan scriveva di relazioni per la sua rubrica, ma effettivamente è proprio così. Se già vent’anni fa il tema del “come conoscere l’anima gemella” era già abbastanza dibattuto e ripreso in telefilm, film e libri, oggi forse lo è ancora di più.

Eppure è strano, considerando che, rispetto a 20 anni fa, abbiamo innumerevoli modalità in più per conoscere persone nuove e quindi in teoria sarebbero moltiplicate anche le possibilità di incontrare la persona giusta con la quale condividere la vita. L’avvento di internet prima, e quello dei social network e conseguenti piattaforme di incontri virtuali poi, dovrebbero aver aiutato i più timidi, o semplicemente quelli con poco tempo per uscire e conoscere gente dal vivo, ad approcciare persone nuove in tempo reale, e più di una allo stesso tempo. Secondo la legge dei grandi numeri, più persone contatti sui social, più probabilità hai di ottenere un appuntamento, che potrebbe quindi trasformarsi in una frequentazione.

Secondo uno studio americano effettuato dalla banca d’affari Morgan Stanley, invece, le donne single tra i 25 e i 44 anni, entro il 2030, potrebbe essere di più rispetto alle donne sposate. Come mai? Cos’è cambiato in questi anni?

Se da un lato conoscere persone è diventato più semplice e rapido, dall’altro le donne non si accontentano più di conoscere “qualcuno”, bensì “qualcuno di qualità”, ovvero un uomo con un lavoro stabile, di bell’aspetto, più alto di loro di 21 cm (i dati parlano chiaro in merito, tant’è che gli uomini che non scrivono la loro altezza sui social spesso nemmeno vengono considerati), intelligente, non noioso, serio e con dei valori ben precisi. Le donne di oggi sembra insomma che non si accontentino più di trovare qualcuno con cui fare dei figli, ma vogliono trovare un compagno stabile, affidabile, sveglio, al quale non devono badare come una madre.

Le donne di oggi che rimangono single sono consapevoli di loro stesse e del loro valore. Sono donne spesso laureate, con un buon lavoro, che non intendono avere a che fare con bamboccioni viziati che non lavano i pavimenti e non sanno fare le lavatrici.

Credono nei pari diritti, pari doveri e pari responsabilità. Non si accontentano più di qualunque uomo che scrive loro “ehi, sei carina”, o del primo che offre loro da bere in discoteca. Sono donne in carriera, forti, libere e felici della loro vita. Sono donne alle quali non importa l’opinione della società che le vede come “povere zitelle”: non sentono il peso di questi commenti perché il mondo è diverso. Non sentono il peso nemmeno di mettere al mondo dei figli per forza, con il cambiamento climatico, la pandemia, le guerre, la crisi economica e l’incertezza nel mondo del lavoro.

Tutte queste problematiche, anche se erano presenti anche vent’anni fa, non erano così discusse; l’informazione non era propriamente accessibile a tutti, e oggigiorno ci sono donne sempre più consapevoli e informate.

Sembra inoltre che le donne si siano stancate di essere considerate “uguali alle altre”, perché è così che molti uomini le fanno sentire. Hanno l’impressione che un uomo non contatti solo loro, ma altre 10, e questo, la maggior parte delle donne di oggi, non lo sopporta più. Sono alla ricerca di qualcuno che possa apprezzarle e valorizzarle veramente per come sono, non accettano più le critiche sul fisico e non sono più donne sottomesse al giudizio dell’uomo. Piuttosto preferiscono stare sole. Sono troppo sveglie per essere raggirate dagli uomini “gigolò”, li smascherano subito e li mandano a quel paese. Perché loro amano sé stesse e stanno bene così.

Il problema quindi non sono le donne che vogliono restare single a tutti i costi, ma gli uomini, che non riescono a stare al loro passo, che continuano a giocare, che a 30 anni ancora non hanno un lavoro stabile, vivono ancora coi genitori e non hanno voglia di mettere su una famiglia.

Uomini quindi che stanno bene a frequentarsi prima con una, poi con un’altra, senza pensare al futuro. Uomini che un’idea di futuro proprio non ce l’hanno, e oltre al calcio e alle moto non sanno di cosa parlare. Se gli uomini non si danno una svegliata, probabilmente lo studio della banca d’affari americana avrà ragione.

Melissa Toti Buratti