Società

Anziani e fragilità nei confronti dei malviventi

Finalmente una buona notizia, che nel tempo natalizio non guasta: aveva fatto venire una certa rabbia l’accadimento di qualche tempo fa, ormai tre settimane, che riguardava due anziane signore, oggetto di attenzione da parte di un malvivente truffatore.

Il fatto è tra quelli che scatenano, da una parte, facile indignazione, ma che pure, dall’altra, non va preso sottogamba: è facilissimo – infatti – prendere a pesci in faccia gli anziani, malmenarli in strada, derubarli e – se proprio vogliamo dirlo – anche truffarli; le persone anziane sono indifese sia fisicamente che – spesso – per questioni sociali, in quanto non sempre c’è un welfare sociale che li sostiene, non sempre c’è una famiglia presente alle spalle, non sempre c’è una condizione di vita ottimale.

Per questo, oggi, venendo a conoscenza della cattura da parte dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Borgo Valsugana, coadiuvati dai colleghi della Stazione di Pergine Valsugana, con un ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal G.I.P. di Trento, del malvivente, abbiamo tirato un respiro di sollievo.

I fatti per cui si è proceduto risalgono al 25 Novembre scorso, quando il 33enne arrestato si introdusse in due differenti abitazioni nel comune di Pergine v.na, tentando di rapinare le due anziane e sole padrone di casa. La prima vittima, di 90 anni, venne minacciata con un coltello, ma reagì chiudendo il rapinatore nell’abitazione e scappando via, l’altra, una donna 74enne, ricevette la sgradita “visita” dell’uomo, che fingendosi un dipendente dell’azienda sanitaria locale si introdusse nell’abitazione e minacciandola con il coltello le intimò di consegnargli denaro in contanti e gioielli. Anche in questo caso la reazione della donna mise in fuga il malvivente.”

Per fortuna in questo caso il criminale ha trovato pane per i suoi denti. Fatti come questi servono, anche, per mantenere altissimo il livello di guardia rispetto a una fascia della popolazione che è debole per eccellenza. Infanzia e anzianità sono le due fasi della vita in cui emerge la qualità della società in cui viviamo. Se bambini e anziani stanno male, la colpa è della società che li circonda, se stanno bene vuol dire che viviamo in una società sana. Personalmente ritengo che la qualità della vita non dovrebbe essere valutata né dal numero di parchi cittadini, né dal numero di pasticcerie, né dal numero di impianti sportivi, impianti di depurazione, costo della spesa, etc..

Certo, sono cose che contano, ma la qualità della vita è data da come vive la fascia debole: la situazione peggiore è il simbolo dello stato sociale e non va bene fare la media. Infatti, come dice Charles Bukowski su risposta ad una domanda circa il suo pensiero verso la statistica: “Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.”

Martina Cecco

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Riguardo l'autore

martinacecco

Giornalista scientifica, scrivo per Donnissima, già direttrice di Liberalcafé.
Studentessa di Filosofia a indirizzo storico presso l'Università degli Studi di Trento.

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