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Marilyn – a piedi nudi sul vetro – III parte

Marylin stava appunto girando il suo ultimo film con Dean Martin, un caro amico che aveva insistito con i produttori per farla lavorare con lui, quando fu trovata morta, la notte tra il 4 e il 5 agosto. Alcuni gentiluomini italiani del mondo dello spettacolo, con quella finta discrezione che crolla velocemente (per insistenza dei soliti giornalisti cattivoni…), dopo la sua morte hanno sostenuto di aver avuto una storia con lei: dall’inossidabile Rossano Brazzi (aggiunse che anche sua moglie ne era un’ammiratrice e quasi approvava la tresca), al partenopeo Carlo Croccolo, fino ad Achille Togliani, cantante famoso negli anni ’50. Il teutonico attore Karlheinz Bohm (marito di Sissi nell’omonimo film) si limita ad affermare che avrebbe potuto, ma ha lasciato perdere: la classe non è acqua. La compagna di Totò, Franca Faldini, cui capitò di conoscerla durante un soggiorno in America, ci racconta che Marylin un giorno scoprì le tette davanti a tutti, per mostrare quanto fossero belle. Prendiamo tali testimonianze con beneficio d’inventario.

Joe di Maggio in realtà non l’aveva abbandonata e periodicamente passavano del tempo insieme, ma aveva rinunciato a controllarla. Mai risposato, a oggi viene ricordato in un certo senso come il suo vedovo.

Egli mantenne un rigoroso silenzio fino alla morte nel 1999, dopo aver provveduto a rinnovare per anni i fiori freschi sulla sua tomba. Aveva organizzato il funerale della amata ex, dopo aver vegliato la salma tutta la notte. Poi, scomparve per sempre dalle scene.

Marilyn irrimediabilmente sfigurata nella psiche? Di certo ci sono alcune circostanze. La concorrenza era spietata e un nuovo tipo di diva si profilava all’orizzonte. Si trattava di ragazze belle e aggiornate ai tempi, con lunghe chiome e piccoli seni: Faye Dunaway, Jane Fonda, qualche europea come la Bardot e Britt Ekland. Queste disinvolte fanciulle, talvolta intellettualizzate ad arte o impegnate in politica, sembravano dover soppiantare le maggiorate fuori moda o le star degli anni ’50 troppo viste. Stop alla bionda scacciapensieri, il personaggio femminile doveva anche intrigare le menti.

Qualcuna delle “vecchie”, in realtà trentenni e anche meno, come la McLaine e Kim Novak, riuscì a stare al passo, si riciclò come cantante e show girl, oppure si rifugiò nella famiglia. La Gardner scelse un rigido isolamento a Londra.

Marylin non aveva una famiglia, né la forza per aggregarne qualcuna dai compagni. Continuava a fare donazioni agli orfanotrofi ed era ossessionata dalla mancanza di figli che a trentasei anni, e dopo tanti problemi di salute, disperava ormai di avere. Stanca e disorientata, faceva progetti, leggeva copioni, ma non era ritenuta affidabile e prendeva un sacco di roba per tenersi su. Non riceveva conforto da fedi o filosofie. Nata protestante, aveva aderito alla setta “Christian Science” come la madre, poi si era convertita all’ebraismo per sposare Miller, ma si definiva atea. Dicono fosse quasi povera: risulta che possedesse solo la propria abitazione (una modesta villetta acquistata nell’anno della morte) e un esiguo conto in banca.

Forse molte donne la tenevano alla larga per prudenza: pare conservasse il vizietto di andare coi mariti altrui, e ne usciva come l’unica responsabile di queste trasgressioni. Lei stessa si vedeva ormai confinata a vita nel ruolo di amante segreta, di passatempo usa e getta. La accusavano di confondere le attenzioni sessuali maschili con l’amore, illudendosi ogni volta che sarebbe stata quella buona.

…segue

Carmen Gueye

Secolo Trentino