Truffe affitti in Trentino tra marzo e giugno raccolti dati personali

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Truffe nei mesi di marzo e di giugno scorso una coppia di criminali latitanti ha messo in crisi il sistema di annunci degli affitti pubblicando annunci falsi (quotando appartamenti di varie dimensioni tra i 650/750 al mese di affitto) che però erano tutti rigorosamente inesistenti.

In particolare il modus operandi di queste persone per le truffe era semplice: raccogliendo numeri di telefono, nomi e cognomi personali di clienti potenziali, attraverso gli annunci, usavano poi dei numeri Skype per mandare chiamate, registrazioni o messaggi WhatsApp.

Peccato però che tutti i contatti e in numeri di conto corrente, in Italia e all’estero, che questi personaggi inviavano fossero già bloccati (per precedenti truffe già in giudicato) e che quindi si sia fatta prestanome una seconda persona (presumibilmente una compagna) che offriva i propri conti correnti per effettuare bonifici e versamenti.

La casa promessa a diversi trentini si collocava in via Pietrastretta, ma gli annunci farlocchi per le truffe riguardavano anche alloggi in via Venezia e in località San Camillo. Tecnicamente tutta la zona del Castello del Buonconsiglio e dintorni.

Le foto dell’appartamento fantasma inviate nelle chat

La coppia residente a Varese chiedeva un anticipo con bonifico per caparra di 1300 euro, una mensilità anticipata di 650 euro e 100 euro di corresponsione per redazione e registrazione del contratto, prontamente spedito a mezzo posta elettronica, che però era falso.

L’appartamento delle truffe risulta esistente e presente su una nota piattaforma di prenotazioni, ma non è di proprietà della signora che lo propone a nome del marito, che si sostiene essere all’estero (in realtà sono numerosi coloro che pubblicano annunci su Booking, Phosphoro e altro e poi risultano tutti essere studenti all’estero o persone gravemente malate, etc.. )

Tutto un sistema di conti spia, specchietti per allodole

Effettuando segnalazioni e denunce si ottiene qualche risultato abbastanza triste: il personaggio era latitante e le sue attività per cui si presenta con il nome azienda “Non solo salumeria” sono inesistenti seppure risultino attive. Ci sarebbe da capire in che modo si possa aprire un’attività in un ufficio camerale, se questa attività non esiste, ma questo apre un altro ambito di indagini, ovvero su come funzionino gli uffici pubblici. Il problema, a mio avviso, è che le informazioni che sono raccolte non sono verificate da nessuno.

Tali attività corrispondono ad altri edifici come si evince dalle seguenti immagini, rigorosamente cercate con i semplici dati forniti spontaneamente dal truffatore, come anche i dati di altre attività passate già estinte e la fantomatica residenza del pregiudicato, insomma tutto un via vai di sistemazioni immobiliari, ovvero abitazioni private e edifici in ristrutturazione. Tutto evidentemente rigorosamente falso ma al contempo alla luce del sole, visto che per ogni operazione c’è un garante dei dati. Tutte le informazioni su questi raggiri, infatti, sono state inserite su google, e sono tutte lì che ti guardano, probabilmente proprio allo scopo di effettuare questa truffa.

Un reato molto grave punibile con ammenda e carcere

Si potrebbe pensare a un banale furto di identità: ahimè no, in quanto nemmeno attraverso le pec regolarmente registrate per l’azienda, si ottiene risposta. E’ evidente che tali aziende servono solo per effettuare le truffe, visto che nel caso banale del furto di identità ci sarebbe subito una puntuale risposta, invece, i due cambiano i numeri di WhatsApp e cambiano le mail.

Immagini delle sedicenti attività economiche di commercio, rigorosamente false, corrispondenti a tutt’altro.

Morale della favola: il recupero delle somme è lento e periglioso, visto che al momento non ci sono novità nemmeno in fatto delle precedenti situazioni di cui solo a mezzo stampa, grazie al lavoro dei giornalisti, si è a conoscenza del rischio che si corre quando si è contattati da questa coppia organizzata di criminali. E’ comunque incredibile che una persona già punita per un reato simile sia libera di continuare a lavorare on line pubblicando dati e recapiti falsi e chiedendo soldi a sconosciuti per sbarcare il lunario.

Martina Cecco

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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