l Consiglio provinciale del Trentino ha approvato una mozione che condanna il genocidio in corso a Gaza e chiede al Governo italiano di riconoscere la Palestina come Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967. La proposta, presentata da Paolo Zanella (PD) e sottoscritta dal gruppo democratico, ha raccolto un consenso ampio, seppure non unanime, dopo un dibattito intenso che ha intrecciato sensibilità diverse.
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Il documento chiede un cessate il fuoco immediato, il rispetto del diritto internazionale e umanitario, la liberazione degli ostaggi israeliani ancora detenuti da Hamas e la garanzia di un accesso costante agli aiuti umanitari sotto l’egida delle Nazioni Unite. Viene inoltre sollecitato il riconoscimento internazionale della Palestina, come già auspicato dal Parlamento europeo e da quello italiano, insieme al rigetto di ogni ipotesi di espulsione dei palestinesi da Gaza e Cisgiordania. La mozione prevede anche la disponibilità della Provincia autonoma di Trento ad accogliere profughi palestinesi, in particolare bambini, attraverso corridoi sanitari.
Non hanno invece ottenuto la maggioranza i passaggi più radicali: la richiesta di sanzioni europee contro Israele e i coloni, la revisione dell’accordo di associazione UE-Israele, il riconoscimento dei mandati di arresto della Corte penale internazionale e la sospensione della vendita di armi. Scelte che segnano un limite politico, ma non cancellano la portata del voto.
Il dibattito, così come ricorda l’ufficio stampa del Consiglio provinciale di Trento, ha visto posizioni diverse, ma anche una convergenza insolita. Francesco Valduga (Campobase) ha ricordato che il Consiglio non deve perdersi nelle sfumature ma contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica, richiamando le parole del Presidente Mattarella sull’urgenza di percorsi di pace condivisi. Paola Demagri (Casa Autonomia) ha parlato di un passaggio simbolico importante, capace di ispirare anche i Consigli comunali. Maria Bosin (PATT) ha sottolineato che ogni azione di sensibilizzazione, al di là delle differenze, resta preziosa. Anche Mirko Bisesti (Lega) ha riconosciuto l’importanza di non accentuare le divisioni di fronte a una tragedia umanitaria, ricordando che l’Italia è tra i Paesi più attivi nelle evacuazioni sanitarie, soprattutto di bambini.
In un contesto internazionale segnato dalla guerra in Medio Oriente, arriva anche una presa di posizione dal Parlamento europeo: il Gruppo PPE, in un comunicato del 9 settembre, ha ribadito la necessità di cessate il fuoco immediato, la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas e l’accesso umanitario senza ostacoli nella Striscia di Gaza. Michael Gahler e Antonio López-Istúriz hanno sottolineato che non si può rimandare il ritorno alla via dei due Stati, riconosciuti con confini sicuri e reciproca sovranità.

