Portare la pubblica amministrazione più vicina ai cittadini e dare nuova linfa alle comunità delle valli. È questo il senso della mozione n. 215, presentata da Stefania Segnana (Lega) e approvata ieri dal Consiglio provinciale, che impegna la Giunta a studiare la possibilità di decentrare una parte degli uffici della Provincia autonoma di Trento.
L’obiettivo è duplice: da un lato, facilitare la conciliazione tra vita familiare e lavoro per chi vive lontano dal capoluogo; dall’altro, contrastare lo spopolamento delle aree periferiche, che negli ultimi anni ha messo in difficoltà molti comuni di montagna.
“Rivedere l’attuale organizzazione degli uffici provinciali – ha spiegato Segnana – significa evitare che l’accesso al lavoro pubblico costringa le famiglie a trasferirsi a Trento, svuotando le valli. Serve uno studio di fattibilità serio che valuti come portare davvero pezzi di amministrazione nei territori”.
I numeri parlano chiaro: oggi solo 600 dipendenti su 4.500 lavorano nelle valli. La mozione chiede quindi di analizzare quali settori possano essere decentrati, con quali infrastrutture e con quali benefici sociali.
Durante il dibattito in aula, così come ricorda l’ufficio stampa del Consiglio provinciale di Trento, Daniele Biada (FdI) ha rimarcato che “serve differenziare l’approccio tra città e valli”, mentre Roberto Paccher (Lega) ha ricordato i disagi di chi ogni giorno affronta traffico e ritardi per raggiungere il capoluogo. Un decentramento, ha detto, sarebbe anche un modo per alleggerire la pressione sulle strade e migliorare la qualità della vita.
La mozione, approvata con 16 voti favorevoli e 9 astenuti, si inserisce in un percorso già avviato dalla Giunta con progetti come Ri-Val – Rigenerare le Valli del Trentino e con i contributi a fondo perduto fino a 100.000 euro per chi acquista e ristruttura immobili nei centri colpiti dal calo demografico.
“Non basta aiutare economicamente le famiglie – ha concluso Segnana – bisogna ripensare la pubblica amministrazione in un’ottica di prossimità. È così che si rafforza la coesione sociale del nostro Trentino”.


