Oggi voglio toccare un argomento difficile, che da tempo ho nel cassetto e non ho mai avuto il coraggio di affrontare: ma i tempi sono maturi. Ci sono momenti in cui la maggioranza silenziosa delle persone perbene che non ha problemi con nessuno e che sa come si deve stare al mondo, ha il dovere di dire: no, siamo alla deriva e bisogna tornare con i piedi per terra e con la testa attaccata al collo dritta in mezzo alle spalle, sguardo critico come il pensiero deve essere.
L’argomento in questione è il fanatismo: il fanatismo di oggi che si macchia di mode e di tendenze per passare di soppiatto indenne ai controlli dei guardiani del nostro cervello, che abbassano il livello di sicurezza facendosi fregare da specchietti per allodole e cornacchie gracchianti.
Il fanatismo emerge come quando erutta un vulcano: la lava scorre sotto la crosta ed esce dove la crosta le lascia un varco, ovvero dove c’è meno resistenza, e no, non parlo solo di scarpe e di telefoni all’ultima moda, di viaggi e di automobili, ma parlo anche di fattori umani, che possono scorrere dal cambio del partner al divorzio, dalle abitudini alimentari a quelle religiose, dal modo in cui si passa il tempo libero al cambio, perché no, di lavoro.
Tutti abbiamo un punto debole che lascia eruttare la lava incandescente del fanatismo che c’è in noi, che viene regolarmente alimentata da un fuoco nascosto, il mainstream, ovvero attualmente i mass media e la società. Ingurgitiamo carbone ardente ogni qual volta ci affidiamo al guru di turno, che può essere un politico particolarmente simpatico, il nostro migliore amico, un conduttore televisivo o radiofonico che ci interessa in modo particolare, il web, ChatGPT!
La mistica del rituale genera il fanatismo: svegliarsi e leggere l’orario sul telefonino, con una puntatina a WhatsApp, poi a Messenger, meeting, Gmail, Facebook, Instagram.. sono passate già due volte le lancette dell’orologio a sovrapporsi, a questo punto, se avessimo letto l’ora su quello, in due secondi ci saremmo messi a prendere in mano la nostra vita. Invece no, schiavi della nostra dipendenza abbiamo svolto il rituale e quindi accendiamo il nostro media, ufficialmente per farci compagnia, non stiamo ascoltando, invece ascoltiamo, in sottofondo, perché scegliamo quello che ci piace e ingurgitiamo ancora carbone, intervallato da messaggi promozionali, che ritroviamo ovunque, come feed back compriamo oppure no, intanto ingurgitiamo ancora carbone e iniziamo ad essere stanchi, il collo di bottiglia del nostro cervello si stringe.
Dunque abbiamo immagazzinato 4 acche che ci servono per sapere: cosa proporre agli amici, cosa comprare che va di moda, un post ci manca e non abbiamo idee, ecco meno male: la cronaca, diventiamo esperti in tutto perché sui social non possiamo stare zitti e TAC sotto la foto della tipa in espadrillas scriviamo che ha delle scarpe oscene.. sotto la foto del femminicidio scriviamo che se la era cercata perché era andata all’appuntamento chiarificatore, poi andiamo su Vinted e compriamo una cazzata a 2 euro, era a 5, abbiamo convinto l’altro a scendere, divinità, perché alza l’autostima e finalmente scriviamo il nostro post. Eruttiamo qualcosa perché l’indignato speciale che c’è in noi è molto stanco, è quasi ora di pranzo e l’aria è pesante, tempo di fare una pausa.. vediamo nell’angolo in alto a sinistra la foto di un personaggio (che sta lì perché paga gli Alert naturalmente) e postiamo la nostra cattiveria quotidiana, in pieno topic (perché attualmente chi è presente su social si espone e quindi il nostro cervello ritardato ci porta a pensare che possiamo dire di tutto perché un personaggio si espone. Mi pare una cagata fotonica ma milioni di persone sono convinte che chi è presente sui social si espone e quindi le oche del Campidoglio hanno diritto di starnazzare). Oh come siamo scaricati, la prima eruttazione è finita. Pausa pranzo.
L’integralismo e il fondamentalismo (religioso e politico) hanno preso nel tempo delle strade molto diverse da come erano gli obiettivi: se un tempo si parlava dei sani principi perché fossero una sorta di caposaldo da rispettare e onorare, adesso, il fanatismo, ha preso il posto dell’impegno, facendo svilire l’intento di chi i principi li aveva scritti.
Il fanatismo, nelle sue diverse sfaccettature, è diventato una parte preponderante che crea e desta timore, perché sta dentro di noi, anche se non ce ne rendiamo conto, è un veleno mortale che mina alle radici qualsivoglia volontà e ci rende privi di una spina dorsale e di radici forti da tenere rami e fronte verdi e saldi contro le intemperie.
Il fanatismo è quella cosa che impedisce di essere sociali nella società globale, siamo veramente dei cretini, che ci sta portando a dividere il mondo in zone di influenza, proprio adesso che con poche centinaia di euro si attraversa l’Atlantico, si arriva in Giappone, in Russia, in Cina, al Polo Sud. E invece no: il fanatismo è il protagonista delle faide di quartiere, così gli adolescenti fanno sempre la stessa strada e guai se mettono il piede sulla piastrella del Maranza sbagliato.
Portati a pensare fessi come siamo, che il fondamentalismo e l’estremismo siano una questione della religione, non ci siamo resi conto che la nuova religione ha molti aspetti: l’ambientalismo, il veganismo, la tecnologia, la politica, il web, il nazionalismo, la moda, la musica.. esiste ancora chi affronta questi ambiti con il pensiero critico, ma sempre più spesso ci troviamo su un Alert di Facebook esattamente la persona che ci è passata in mente 3 minuti prima, e non abbiamo dubbi: si tratta di un potere occulto, ci leggono nel pensiero, ci hanno messo nei vaccini il chip dei metalli.. molti pensano cose di questo genere, senza pensare che – invece – gli algoritmi ci prendono per mano appena prendiamo in mano un oggetto, ci accompagnano e ci guidano in modo da unirci e dividerci a piacere e quando non ci riescono interviene la politica, che fa spam con le sue idiozie e intanto il collo di bottiglia si stringe e dopo cena la TV dei meritevoli ci fa vedere un po’ di fregna e di muscoli.. e noi di fianco abbiamo un Casio.. non un Rolex.. cazzo cosa ho sbagliato nella vita? Cambio lavoro, cambio donna, cambio casa.. domani.. prima di andare a dormire un’occhiata a WhatsApp, Messenger, Facebook, Gmail, Instagram, un podcast.. sono le 3 di notte di nuovo. Chiudiamo gli occhi, tanto questo sogneremo anche se non ce lo ricordiamo più. Che ore sono adesso?
Una delle più gravi conseguenze del fondamentalismo e dell’integralismo è che portano a non riuscire a dialogare e a comunicare in modo ragionevole e arricchente con chi la pensa diversamente da noi, siamo chiusi nella nostra bolla creata ad arte dagli algoritmi, amiamo la nostra comfort zone e viviamo di like, in modo che non soffra mai l’ego e diventiamo fanatici di noi stessi e delle nostre idee, sempre più misere, semplici, veloci e radicali, al punto di diventare violenti se qualcuno osa metterle in dubbio con una voce fuori dal coro. Una seconda e grave conseguenza è di escludere dallo scibile quel che non sappiamo gestire, restringendo sempre più le conoscenze e le aspettative, e così perdiamo la fede autentica religiosa, con la stessa facilità con cui neghiamo l’esistenza del Covid19. E già qui c’è da aver il mal di pancia.
La massa: un omicidio sulla metro è ‘effetto della disumanizzazione di coloro che non condividono le stesse convinzioni, creando un ambiente in cui la violenza contro i nemici percepiti diventa giustificata, perché ci leggono nel pensiero, perché sono negri, gialli, russi, ebrei, arabi.. la forma più estrema di fanatismo porta a GIUSTIFICARE la violenza laddove un’ideologia possa essere una MINACCIA alla propria ideologia, non so se ci rendiamo conto.
La coesione sociale in questo contesto è frammentata e laddove anche i valori tradizionali della coppia, della famiglia, dell’amore, della solidarietà, fanno cilecca, ci si trova in una società liquida di microcelle che non si attraggono ma che fanno attrito.
La prima e più grave conseguenza è che il soggetto non riesca a concepire le proprie scelte in modo individuale: nella convinzione di essere libero e indipendente ritiene necessario uniformarsi alla media e quindi distinguersi dalla media nell’eccellenza, tralasciando e trascurando quanto di esterno vi sia al proprio gruppo sociale. Indipendentemente dalle proprie propensioni e qualità, che sono personali. Perdendo per sempre l’opportunità di vivere nelle proprie convinzioni seguendo il proprio istinto e affrontando le scelte come meglio crede.
Giustizia, libertà, indipendenza, critica, ragione, passano in secondo piano. Quando la proposta è di conservare una tradizione o di progredire nella tradizione, non deve comportare la rinuncia a qualcosa che si sente proprio. Altrimenti non è un conservare il buono, ma un ripristinare qualcosa che si era ritenuto cattivo. E che interesse c’è di far rientrare dalla finestra quello che si era fatto uscire dalla porta?
Molte domande in merito a come si stia ricreando una società di fanatici trovano risposta nella solitudine di chi muore in metropolitana a Charlotte, in mezzo alla gente, per una coltellata, oppure in chi muore in un meeting all’Università con un colpo di proiettile malcagato sparato da un anarchico. In entrambi i casi si affonda nel mare nero della psichiatria dove si scovano le risposte esatte che hanno portato a questi gesti. Sempre il FANATISMO, per sé stessi, per un partito.
La lucida follia di un gesto.
Fede, politica, razza, sport, soldi, le nuove frontiere dell’idolatria e dell’estremismo sono dentro di noi, nel famoso magma di cui sopra, che alimentiamo giorno dopo giorno inghiottendo carbone ardente, che esplodono laddove sono scoperti i nervi e la pelle non c’è, non ci trattiene e allora ecco che finalmente nell’esplosione la temperatura del corpo precipita e ci sentiamo liberati. Con un post, con un insulto, con un commento cattivo, con un calcio, un pugno, una coltellata, uno sparo. Perché invece no, votare, metterci la faccia, fare volontariato, aiutare in casa, occuparci di animali abbandonati.. ci porta via tempo.. quel tempo che usiamo alla cazzo nella bolla di cui sopra.. quel tempo di qualità.. come no.. perfino coi figli nel passeggino siamo capaci di leggere WhatsApp quando la cosa più importante della nostra vita è sotto il nostro naso.. questa è oggi l’umanità. Un branco di fanatici con le pezze al culo, che si rende divinità pur sapendo di essere bestia caricata a carbone ardente.
Senza entrare nel merito della questione: il fanatismo è direttamente proporzionale alla solitudine interiore, all’intolleranza, alla rissosità, alla violenza, all’idolatria, alla percezione smisurata di sé e del proprio valore, all’incapacità di dialogare, di accrescere il proprio patrimonio culturale, all’impossibilità di adattarsi, di cambiare, di essere finalmente all’altezza dell’altro. Sostanzialmente si tratta del nutrimento ignorante che diventa indigesto. La bolla della comfort zone, i libri già letti, il vuoto pneumatico nel cervello della medusa.
Martina Cecco
E no.. non sono tra coloro che pensano che meritiamo l’estinzione. Non meritiamo l’estinzione. Meritiamo di essere abbandonati, per renderci conto di quanto siamo stronzi. Semplicemente e banalmente dimenticati.
Tutti gli uomini cercano di essere felici. Per quanto i mezzi possano differire, ciò si verifica senza eccezione. Tutti tendono a questo fine. Chi va in guerra e chi non ci va sono spinti dallo stesso desiderio, anche se con idee diverse. La volontà non si muove di un passo se non in questa direzione. È la causa di tutte le azioni di tutti gli uomini, anche di quelli che vanno a impiccarsi. Blaise Pascal

