Nella serata di oggi si è tenuta una pacifica manifestazione con camminata in strada, partenza in piazza General Cantore. La costruzione della circonvallazione ferroviaria nei pressi di Trento Nord sta per entrare in una fase cruciale, cioè si verificherà grossomodo la tenuta delle barriere acquifere.
Gli scavi che si avvicinano alla falda dello Scalo Filzi hanno il potenziale di liberare milioni di metri cubi di acqua inquinata, contaminata da idrocarburi cancerogeni, provenienti dall’ex fabbrica Carbochimica. Il problema è molto serio, perché i terreni non sono ancora bonificati.

La situazione è critica, eppure si prospetta una soluzione del tutto inadeguata: la cittĂ di Trento è sostenuta da una sorta di reticolo di paludi, canalizzazioni, falde acquifere. Lo stesso corso dell’Adige è stato modificato parecchio, sotto le case c’è acqua e l’acqua inquinata è un problema.
La cittĂ di Trento ha sempre necessitato di interventi concreti e mirati per proteggere la propria falda acquifera dalle contaminazioni. L’Adige sarebbe ampiamente navigabile e questo è chiaramente segno di acque stagnanti. Il livello dell’Adigetto lo conferma, non sono opinioni. Ciò che servirebbe urgentemente è un sistema di barriere idrauliche progettato per bloccare i veleni ai confini delle aree inquinate. Prima di questi interventi sarebbero state da implementare di due unitĂ le barriere acquifere.
Gli effetti di questa negligenza non sono solo teorici; sono tristemente documentati. Le proposte per l’installazione di barriere idrauliche a valle della SLOI (Società Locale Operatori Imprenditori) e della Carbochimica non possono più essere rimandate. La salute dei cittadini deve prevalere su qualsiasi progetto che ignori i rischi ambientali.
Si unisca a questo il permanente stato di sorditĂ della politica provinciale, che non presta attenzione alla questione inquinamento e che ha ampiamente superato il limite della tollerabilitĂ politica, per essere gentili.
La manifestazione del 18 ottobre è servita per fare luce sulla vicenda.
MC


