“L’unica comunicazione positiva è stata l’ufficializzazione di queste 400 assunzioni, che comunque è un’inversione di tendenza rispetto ad anni e anni di continue riduzioni e di flessioni occupazionali. È un passo significativo, ma non risolve le questioni che abbiamo sul tavolo. Abbiamo una situazione che quest’anno chiuderà 310 mila veicoli, nemmeno negli anni ’50 avevamo questa mole di volumi, con più del 50% di persone in cassa integrazione”.
E’ iniziato con queste parole, l’intervento di Ferdinando Uliano, Segretario Generale FIM CISL, intervenuto a seguito dell’incontro con Stellantis, ai microfoni di Radio Cusano Campus, nel programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
Proseguendo, il Segretario Generale FIM CISL, ha poi ulteriormente specificato: “Noi abbiamo chiesto che il piano industriale, che è già stato modificato a dicembre del 2024, venisse ulteriormente rafforzato con investimenti e nuove assegnazioni di modelli, come avvenuto in America. L’amministratore Delegato ci ha risposto che in America quell’investimento di 13 miliardi è stato possibile perché il quadro legislativo è più flessibile rispetto a quello europeo. L’Europa dà incertezza totale sia ai consumatori che ai produttori per noi diventa fondamentale chiarire quel quadro normativo in una versione un po’ più attenta alle dinamiche industriali. Negli Stati Uniti è tutto orientato sul tema elettrico, in Europa non si capisce dove si va a parare”.
Ferdinando Uliano, successivamente, ha aggiunto: “Stellantis ci ha detto che decideranno a fine anno se fare ancora la fabbrica di batterie, però il risultato è che non si sviluppano i motori, non si fanno neanche le batterie, i lavoratori sono in cassa integrazione. Delle risposte il gruppo le deve dare in fretta, dei rafforzamenti rispetto al piano le deve fare. Ci sono anche delle mancanze perché il piano di dicembre sullo stabilimento di Cassino non ha confermato le produzioni di Giulia e Stelvio sui nuovi modelli. Non possiamo dare tutte le colpe a questo amministratore delegato che è qua da quattro mesi, però per noi il problema investimenti e modelli si pone. Va bene che non si chiudono gli stabilimenti, però bisogna riempirli di lavoro”.
Infine, concludendo il suo intervento, Uliano ha ulteriormente affermato: “Il governo deve fare di più, non solo sul settore dell’auto ma su tutti i settori strategici dell’industria, anche l’Europa deve darsi una svegliata. Se i mercati si chiudono e non c’è più la globalizzazione, o ci diamo una svegliata come europei oppure rischiamo che tutto quanto va a scatafascio dal punto di vista industriale. Giorgetti pone un problema dicendo di avere vincoli del patto di stabilità, ma il tema del patto di stabilità deve essere portato in una discussione a livello europeo, perché diversamente il patto di stabilità rimane e quindi i vincoli di bilancio rimangono, i vincoli agli investimenti rimangono. Se non si smontano i blocchi europei diventa un problema fare una politica industriale seria, soprattutto considerando che nel 2026 finiranno i fondi del PNRR”.
(Fonte: Radio Cusano Campus)


