martedì, Febbraio 10, 2026
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Messa in sicurezza della SS47, i sindaci fanno il punto con Fugatti

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La messa in sicurezza della SS47, con il raddoppio delle carreggiate e la realizzazione del nuovo tunnel di Tenna, non è più soltanto un progetto su carta. È un percorso che procede, accompagnato da una forte richiesta di trasparenza e condivisione con il territorio. Proprio questo è stato il senso dell’incontro che ieri sera, nella sede della Comunità Alta Valsugana e Bersntol, ha riunito i sindaci dell’area attorno al tavolo con il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti e con la struttura commissariale guidata dall’ingegner Giancarlo Anderle.

L’opera, del valore stimato di circa 350 milioni di euro, è una delle infrastrutture più rilevanti degli ultimi anni per la Valsugana. Non solo per l’impatto sulla viabilità, ma anche per le ripercussioni su traffico, qualità dell’aria, sicurezza e vivibilità dei centri attraversati dalla statale. Fugatti lo ha ribadito senza giri di parole, parlando di “intervento strategico” e ringraziando gli amministratori per la compattezza con cui stanno affrontando il percorso.

Al suo fianco, il presidente della Comunità Alta Valsugana e Bersntol Andrea Fontanari ha sottolineato un aspetto non scontato: la progettazione non è stata imposta dall’alto. Molte decisioni tecniche sono state discusse con i Comuni interessati, così da evitare una frattura fra istituzioni e territorio. Nella sala, oltre ai sindaci dei municipi più direttamente coinvolti, erano presenti anche amministratori della Bassa Valsugana con il presidente della Comunità Valsugana e Tesino Claudio Ceppinati.

La messa in sicurezza della SS47, come spiegato dal commissario straordinario Anderle, ruota attorno a due interventi principali. Il primo è la galleria a doppia canna sotto il Colle di Tenna, tra lo svincolo di San Cristoforo e Levico Terme. Il secondo riguarda il tratto all’aperto fra Levico e Novaledo, dove la strada sarà ampliata con il raddoppio delle corsie esistenti. La divisione in due fasi autonome – Pergine-Levico e Levico-Novaledo – permetterà di iniziare i lavori dove l’iter è già più avanzato, riducendo tempi e interferenze.

Gli obiettivi dichiarati sono tre: sicurezza, riduzione dell’inquinamento e miglior qualità della vita. Tradotti, significano meno traffico a ridosso dei centri abitati, meno mezzi pesanti in attraversamento, minori emissioni e un tracciato pensato per ridurre i rischi nei punti più critici.

Il progetto interessa direttamente gli abitati di Pergine Valsugana, San Cristoforo, Brenta, Levico Terme, Barco e Novaledo. È una porzione di territorio che negli ultimi anni ha vissuto un costante aumento dei flussi di traffico, soprattutto legati al pendolarismo e al turismo. Per questo, la prospettiva di una nuova infrastruttura è accolta come una risposta concreta a esigenze che non sono più rimandabili.

L’incontro, molto partecipato e dai toni collaborativi, ha confermato una linea chiara: la messa in sicurezza della SS47 non sarà un’opera calata dall’alto, ma un percorso condiviso con chi il territorio lo amministra e lo vive ogni giorno. Il tavolo non sarà l’ultimo, e i sindaci hanno chiesto aggiornamenti costanti sulle prossime tappe, consapevoli che la Valsugana guarda a questa infrastruttura non come a un semplice cantiere, ma come a un investimento sul futuro.

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