Fratelli d’Italia chiede il rilancio del Fondo Odi: “Dalle montagne non barriere, ma ponti di sviluppo”

Share

Giornata di lavoro sul territorio bellunese per i rappresentanti di Fratelli d’Italia del Trentino Alto Adige e del Veneto, riuniti oggi al cantiere del tunnel della Pala Rossa, lungo la SS50 del Grappa e del Passo Rolle. Un luogo non scelto a caso: l’opera collegherà il Feltrino con il Primiero, unendo di fatto Veneto e Trentino, e rappresenta uno degli esempi più evidenti di come le infrastrutture possano trasformare i confini amministrativi in corridoi di crescita condivisa.

Il cuore dell’iniziativa è stato il futuro del Fondo Odi – lo strumento nato nel 2010 e alimentato ogni anno da 40 milioni di euro provenienti dalle Province autonome di Trento e Bolzano, destinati ai territori confinanti di Veneto e Lombardia. Un modello di cooperazione interregionale che, negli anni, ha sostenuto progetti culturali, sportivi e soprattutto infrastrutturali nel bellunese, nel vicentino e tra Brescia e Sondrio.

All’incontro erano presenti i candidati bellunesi di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali – Dario Bond, Silvia Calligaro, Massimo Bortoluzzi, Milena De Zanet e Alessandro Farina – insieme al coordinatore regionale del partito per il Trentino Alto Adige, On. Alessandro Urzì, e all’assessore della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa.

Già nei giorni scorsi il gruppo regionale di FdI aveva svolto incontri ufficiali a Bolzano e Trento, ribadendo la volontà di proseguire l’esperienza del Fondo Odi. Oggi, dal Bellunese, questa linea viene confermata: il fondo deve andare avanti, ma con un aggiornamento che tenga conto delle mutate condizioni economiche.

Urzì ha infatti sottolineato la necessità di adeguare le risorse “alla perdita di potere d’acquisto rispetto al 2010” e all’evoluzione delle esigenze dei territori montani, considerato che molti progetti di sviluppo trentino e altoatesino trovano nel finanziamento Odi un sostegno determinante.

Sulla stessa linea l’assessore Gerosa, che ha evidenziato l’interesse delle comunità alpine nel rendere sempre più fluida la cooperazione nelle aree di confine: armonizzare servizi, pianificare insieme e aggiornare le intese che regolano il fondo significa creare benefici reali a cavallo tra regioni e province.

L’On. Dario Bond, presidente del fondo, ha ricordato un caso emblematico: l’ospedale di Feltre, eccellenza sanitaria bellunese, che serve primariamente il suo territorio, ma che è ormai punto di riferimento anche per numerose comunità vicine del Trentino, dalla Valsugana al Primiero. “Ecco – è il messaggio – perché questo strumento non è una concessione, ma una collaborazione utile a tutti.”

Per Fratelli d’Italia la sfida dei prossimi anni sarà l’attualizzazione del Fondo Odi: un confronto con Province autonome, Regione Veneto, Regione Lombardia, Ministero degli affari regionali e Ministero delle finanze per garantire risorse adeguate e progetti di lungo respiro.

Redazione
Redazionehttps://secolo-trentino.com
La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

Leggi anche

Ultime notizie