Hiv. In Italia stabili nuove diagnosi ma ancora troppo alte quelle tardive

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Sono stabili le nuove diagnosi di Hiv in Italia, che lo scorso anno sono state 2.379 contro le 2507 del 2023, ma resta troppo alta, la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS).

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La fotografia viene dai dati pubblicati lo scorso venerdì, 21 novembre dal Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità in vista della giornata mondiale dedicata alla malattia dell’1 dicembre.

Sull’argomento, è intervenuta direttamente Barbara Suligoi, direttrice del Centro, affermando: “E’ necessaria una maggiore sensibilizzazione sia sulle norme di prevenzione che sull’accesso al test: dal 2015 è in continuo aumento la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi linfociti CD4 o con AIDS); nel 2024, due terzi degli eterosessuali, sia maschi che femmine, e più della metà degli MSM (Men who have sex with men) scoprono di essere HIV positivi quando il  loro sistema immunitario è già compromesso (valori di linfociti CD4 bassi), un segno che il contagio è avvenuto da diverso tempo e che la malattia è in fase avanzata”.

Anche Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss, intervenuta sul tema, ha specificato: “L’attenzione deve rimanere alta sull’HIV, così come sulle altre malattie a trasmissione sessuale. Bisogna continuare a diffondere una cultura della prevenzione, soprattutto tra i giovani”.

Nuove diagnosi di Hiv

Nel 2024, si legge nel rapporto, la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale è stata del 46,0% (27,9% maschi e 18,1% femmine), quella attribuibile a maschi che fanno sesso con maschi del 41,6% e quella attribuibile a persone che usano sostanze stupefacenti del 3,8%.

Il numero complessivo di persone che vive con l’infezione da HIV in Italia è stato stimato essere intorno a 150.000 unità (130.000-170.000) con tasso di prevalenza pari a 0,3% residenti.

Le tre Province dove si è riscontrata un’incidenza maggiore nel 2024 sono state Roma, Firenze e Milano.

Nel 2024, rilevano gli esperti, quasi la metà delle persone con nuova diagnosi HIV ha effettuato il test per presenza di sintomi o patologie correlate all’HIV e un quinto lo ha eseguito in seguito a comportamenti sessuali a rischio di infezione.

Il 40,3% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato tardivamente con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 59,9% con un numero inferiore a 350 cell/μL.

Una diagnosi HIV tardiva (CD4<350cell/μL) è stata riportata nel 66,5% dei maschi eterosessuali, nel 61,0% delle femmine eterosessuali e nel 53,2% degli MSM. L’incidenza delle nuove diagnosi è in leggero aumento tra gli MSM, mentre è sostanzialmente stabile tra gli eterosessuali.

L’Italia, in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV, nel 2024 si colloca al di sotto della media dei Paesi dell’Europa occidentale (4,0 vs. 5,9 per 100.000 residenti).

Nuove diagnosi di Aids

Al Registro Nazionale AIDS nel 2024 sono state notificate 450 nuove diagnosi di AIDS, in calo rispetto alle 613 del 2023, pari a un’incidenza di 0,8 casi per 100.000 residenti. Nel 2024, tra le nuove diagnosi di AIDS, l’83,6% riguarda persone che hanno scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi, una percentuale stabile negli ultimi anni. Il numero di decessi in persone con AIDS è rimasto relativamente stabile dal 2017 al 2020, è diminuito nel 2021 per poi aumentare nel 2022 con 493 decessi. Il numero dei casi prevalenti di AIDS, ossia ancora viventi, al 2022 è pari a 24.790.

(Fonte: ISS)

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