Vivere Off Grid è una moda, non ha niente a che fare con la ricchezza e la povertà, non ha alcun fondamento legato alla solidarietà. Quel che attualmente è definito Off Grid (Fuori dalla rete del servizio) significa piuttosto richiamarsi a valori religiosi e filosofici che assomigliano alle tendenze Hippies od Anarchiche.
La volontà Off Grid presume: autosussistenza energetica, in via generale pannelli solari, candele fatte in casa, energia eolica; autosussistenza alimentare, in linea di massima raccogliere dalla natura, allevare animali e coltivare; autosussistenza educativa, ovvero scuola domestica e riunioni di gruppo con il guru della comunità.
Vi sono anche molti valori etico/morali da considerare: tendenzialmente contrarietà alla caccia, vegetarianismo, nudismo, contrarietà alla guerra, libertà di autodeterminazione (in linea di massima riconoscimento della cittadinanza cosmopolita).
Questo stile di vita, caratterizzato dall’assenza di servizi pubblici come elettricità e acqua corrente, invita a esplorare un’esistenza più semplice e in armonia con la natura. Sebbene possa sembrare idilliaco, la realtà di vivere Off Grid è ben diversa: richiede impegno, pianificazione e una profonda comprensione delle risorse naturali.
La transizione verso questo modo di vivere spesso comporta l’adozione di tecnologie rinnovabili, come pannelli solari o turbine eoliche. La sfida sta nell’ottimizzare queste risorse per soddisfare i propri bisogni quotidiani. Nonostante le difficoltà, l’attrattiva di una vita scollegata dal consumo frenetico della società moderna è innegabile.
Attualmente, si stima che circa 1,7 miliardi di persone nel mondo vivano in questo modo, un dato sorprendente che riflette un crescente desiderio di indipendenza. Mentre molte di queste comunità si trovano nei paesi in via di sviluppo, il fenomeno sta guadagnando terreno anche nei paesi più sviluppati, stimolato da motivazioni ambientali, economiche e una ricerca di autenticità nell’esperienza quotidiana.
MC


