Santa Chiara, Ioriatti sulla ricarica dei bus: «perché il posto ce l’ha il mezzo e non il malato?»

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La transizione verso una mobilità meno inquinante è una scelta difficilmente contestabile. Il problema, però, nasce quando a pagarne il prezzo sono i parcheggi destinati a chi deve raggiungere un ospedale.

È questo il punto dell’interrogazione depositata dal consigliere comunale della Lega Loris Ioriatti, insieme al capogruppo Devid Moranduzzo, e rivolta al sindaco Franco Ianeselli e alla Giunta comunale. Il titolo scelto dai due consiglieri riassume già la contestazione: «Il posto riservato ce l’ha il bus, non il malato».

Al centro dell’atto c’è la nuova infrastruttura di ricarica per autobus elettrici prevista nell’area di via Crosina Sartori, a ridosso dell’ospedale Santa Chiara e del poliambulatorio. Una zona che, ricorda Ioriatti, soffre da tempo di una grave carenza di posti auto, problema riconosciuto anche dalla stessa Amministrazione comunale.

Con l’ordinanza dirigenziale numero 517 del 2025, il Comune aveva istituito il divieto di sosta e di fermata in parte del parcheggio pubblico per consentire l’allestimento del cantiere destinato alla realizzazione dell’infrastruttura. Con l’orario estivo del 2026, inoltre, il capolinea sud della linea 7 è stato trasferito alla nuova fermata “Gocciadoro”, sul lato orientale dell’ospedale.

Secondo un rilievo effettuato dallo stesso Ioriatti, il nuovo assetto avrebbe determinato la perdita di circa dieci posti auto. Si tratta di una stima che dovrà ora essere verificata dal Comune, ma che pone comunque una questione concreta: la compatibilità tra l’infrastruttura riservata al trasporto pubblico e le esigenze quotidiane di chi deve raggiungere il presidio sanitario, spesso senza la possibilità di usare mezzi pubblici.

La contestazione, infatti, non riguarda l’elettrificazione degli autobus. Riguarda la scelta del luogo.

Secondo Ioriatti, la stazione di ricarica avrebbe potuto essere collocata presso depositi, capolinea periferici o aree non residenziali, evitando di sottrarre parcheggi in una zona frequentata ogni giorno da pazienti, familiari, anziani, persone con ridotta mobilità e personale sanitario impegnato anche nei turni notturni.

«In tale contesto il posto auto non rappresenta una comodità, bensì una necessità», si legge nell’interrogazione.

L’esponente della Lega, assieme a Moranduzzo, ha quindi chiesto alla Giunta di chiarire quanti stalli siano stati effettivamente soppressi, sia in via temporanea sia definitiva, e attraverso quali provvedimenti. Domandano inoltre perché sia stata scelta proprio l’area del Santa Chiara, quali collocazioni alternative siano state valutate e quali considerazioni siano state svolte sull’impatto per pazienti, familiari e operatori sanitari.

L’interrogazione chiede infine se il Comune intenda confrontarsi con Trentino Trasporti per trasferire la stazione di ricarica fuori dall’area ospedaliera e ripristinare i parcheggi eliminati oppure, in alternativa, quali misure compensative saranno adottate.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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