Con l’avvio del nuovo anno arrivano aumenti stipendiali e arretrati per docenti e personale ATA, sbloccati dalla firma definitiva del CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024. Un passaggio atteso da tempo che consente finalmente di dare concretezza a un rinnovo contrattuale rimasto a lungo sospeso, con effetti economici che inizieranno a vedersi nelle buste paga dei prossimi mesi.
Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha rivendicato la rapidità della chiusura del contratto e parlato apertamente di una promessa mantenuta. Secondo quanto comunicato dal Ministero, gli aumenti medi mensili si attestano attorno ai 150 euro per i docenti e ai 110 euro per il personale ATA, a cui si aggiungono arretrati complessivi pari rispettivamente a 1.948 e 1.427 euro. A queste somme si somma inoltre un’ulteriore indennità una tantum, resa possibile dal recupero di risorse nel bilancio ministeriale, pari a 149 euro per i docenti e 109 euro per il personale ATA.
Nel messaggio politico che accompagna l’annuncio, Valditara ha sottolineato come l’intervento non rappresenti un punto di arrivo ma una tappa di un percorso più ampio di valorizzazione del personale scolastico. Il Ministero, ha spiegato, ha già trasmesso l’Atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL 2025-2027, con l’obiettivo di accelerare i tempi della contrattazione e arrivare già entro gennaio a garantire nuovi aumenti e arretrati.
Il provvedimento viene letto nel mondo della scuola come un segnale atteso, soprattutto dopo anni in cui l’inflazione ha eroso in modo significativo il potere d’acquisto di stipendi rimasti sostanzialmente fermi. Resta tuttavia aperta la questione strutturale della retribuzione del personale scolastico italiano, ancora distante dagli standard medi europei.


