A Livorno festeggiano il 105° anniversario della nascita del PCI. Tra tarallucci e vino, oltre a ricchi premi e cotillons, i compagni ricordano la storia del partito comunista con enfasi, ardore, e qualche lacrimuccia.
Tutti uniti al grido: la storia siamo noi!
Non vorrei se alla fine della festa volessero emulare i loro nonni fiondandosi ad Empoli per commettere un’altra strage. Ma questo, nei loro libri di favole spacciati per storia, non sta scritto.
Marco Vannucci
*Il giorno 1 marzo del 1921 si consumò l’eccidio, perpetrato dai militanti del PCI di ritorno da Livorno, di marinai e carabinieri incaricati di riattivare le linee ferroviarie bloccate da uno sciopero. Nove militari rimasero uccisi e 18 furono feriti, oltre ad un numero imprecisato di operai assassinati per non avere aderito allo sciopero. Come tanti crimini comunisti, anche questo è relegato nella storia non scritta del Belpaese.*
Foto rilevata dal sito del on. Giovanni Donzelli per gentile concessione


