È stato costituito il coordinamento regionale del Trentino-Alto Adige di Fratelli d’Italia, un organismo composto da circa quaranta componenti che rappresenta in modo ampio la struttura organizzativa del partito sul territorio e le sue rappresentanze istituzionali a ogni livello. Una realtà che, per ovvie ragioni numeriche, non può includere l’intera classe dirigente locale, ma che si inserisce in una fase di crescita costante ed esplosiva, sia sotto il profilo quantitativo sia qualitativo.
Fin dall’avvio dei lavori sono state indicate sfide politiche di primo piano. Tra queste, la campagna per il “sì” al Referendum sulla Giustizia, vista come uno strumento per liberare energie oggi frenate — secondo la linea espressa — da correnti ideologizzate che ostacolano la spinta riformatrice del governo guidato da Giorgia Meloni. Nel comunicato si richiama in particolare quella che viene definita una costante azione di delegittimazione, attraverso sentenze e pronunciamenti ritenuti politici, del ruolo di governo e Parlamento, anche su temi come il contenimento dell’immigrazione clandestina.
Accanto al piano nazionale, il coordinamento punta con decisione sulla valorizzazione del ruolo della Regione e delle comunità altoatesina e trentina. L’obiettivo dichiarato è un’autonomia a misura delle esigenze dei cittadini, fondata su meno burocrazia, maggiore efficienza amministrativa e servizi più efficaci.
Un passaggio centrale riguarda poi la funzione di collegamento tra Bolzano, Trento e Roma, considerata strategica per rafforzare il ruolo di Fratelli d’Italia come “partito della Nazione”, definito nel testo come la più grande intuizione politica della Repubblica italiana.
La seduta costituente del coordinamento si è svolta in una località simbolicamente collocata a metà strada fra Trento e Bolzano, a sottolineare l’equilibrio tra le due realtà territoriali.


