Ad Otto e mezzo, la nota trasmissione serale di Lilly Gruber, ella nota come le labbra rosse della sinistra italiana, è stato accolto con simpatia il figlio di Leonardo Del Vecchio, il fondatore della Luxottica.
A fare gli onori di casa, al rampollo dell’industria italiana, una tirata a lucido Lilly in compagnia di un compiacente Massimo Giannini, quest’ultimo tornato in fretta e furia a La Repubblica dopo il crollo delle vendite a La Stampa di Torino durante la sua parentesi di direttore. Per i primi 5 minuti la coppia Gruber/Giannini pareva scodinzolasse al cospetto del giovane Del Vecchio, elencandone ogni pregio: laureato alla Bocconi (mica cazzi, ha sussurrato un sempre più affascinato Giannini), con la Gruber a rincarare la dose sviscerando tutte le qualità dell’ospite.
Ahimè! L’incantesimo è terminato bruscamente quando, Leonardo Maria Del Vecchio, ha confessato candidamente di avere votato per la Meloni. Apriti cielo! Le domande, fino ad allora stese su un tappeto di velluto, trasformate in inquisizione per lesa maestà. Una serie di impertinenze nel tentativo di far passare il giovane Del Vecchio come un tonto avvinazzato dentro ad un bar, scomodando perfino François Marie Charles Fourier, il socialista francese vissuto a cavallo tra il 700 e l’800. Toppando, per altro, perché colpevolmente dimentichi come il corporativismo, invocato da Fourier, fu uno dei cardini sociali del “bieco” ventennio.
Finita qui? Macché! A trasmissione appena finita ecco scaricarsi tutta la rabbia dei compagni sui social, capeggiati dal noto posteggiatore di auto nelle aree riservate ai disabili, ovvero quel Andrea Scanzi che al solo ascoltarlo verrebbe la voglia di scansarlo senza la zeta. Epiteti ed ingiurie a go-go e guai a quei pochi dissenzienti, per quest’ultimi l’etichetta di fascista era già pronta ad uscire dalla tastiera. Come un copia ed incolla. Non cambieranno mai.
L’invidia dei compagni, soprattutto per le ricchezze altrui, fa parte del loro DNA; casomai è per il proprio bottino… ops, pardon, benessere, per i quale sono capaci di trasformarsi magicamente in novelli Arpagone. Già, Fourier… Citando il filosofo della ridistribuzione terriera, mi è lecita la domanda: l’isola Piana è stata ridistribuita dopo la morte di Berlinguer?
Marco Vannucci

