“Quello che faccio con Still I Rise è un gioco di squadra: senza i miei colleghi non potrei trasformare un sogno in qualcosa di concreto. Essere portabandiera è il riconoscimento più istituzionale che abbia mai ricevuto, ha un valore importante. Ma resta uno strumento, non il fine. C’è grande orgoglio, certo, però ha valore solo se diventa un modo per dare più visibilità e più risalto alla causa per cui ci battiamo”.
A dichiararlo è stato Nicolò Govoni, CEO di Still I Rise e portabandiera alle Olimpiadi di Milano-Cortina, durante il suo intervento su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Dissocial”, con Livia Ventimiglia e Lorenzo Tosa.
Proseguendo nel suo intervento, Nicolò Govoni, ha poi ulteriormente specificato: “Dal punto di vista dei riconoscimenti ufficiali è sicuramente il più rilevante finora. Ma, a livello personale, senza retorica, i momenti che porto dentro sono quelli legati ai miei studenti: episodi non misurabili, non ufficiali, ma che riempiono il cuore. Spero di incontrare Kipchoge, che in Kenya è un eroe nazionale ed è presente con una gigantografia nella mia scuola. A livello personale mi piacerebbe anche incontrare Scott Harrison di Charity Water, per chiedergli come ha fatto a farsi da parte quando il suo movimento è arrivato ad alti livelli”.
Infine, concludendo il suo intervento, il CEO di Still I Rise, ha concluso: “Sono ripartito dal mio fallimento scolastico e dalle esperienze negative vissute negli anni di scuola. Tante persone, di fronte a questo tipo di trattamento, si spengono, perdono quella fiamma. Per questo penso che sia importante oggi più che mai una rivoluzione scolastica, anche in Italia, che permetta agli studenti di essere davvero visti e valorizzati. Io cerco di immaginare una scuola migliore e diversa, quella che avrei voluto io da ragazzo. Ci sono stati anche insegnanti che hanno avuto un ruolo importante in positivo, capaci di vedere qualcosa di buono in me. Cerco di creare una scuola che sia l’opposto di quella che ho vissuto, ripartendo dagli elementi positivi”.


