sabato, Marzo 14, 2026
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Scontri Torino. Letizia: “Non abbiamo bisogno di alcuno scudo penale”

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“Sulla vicenda di Torino c’è stata una ferma condanna da parte di tutte le forze politiche per quanto accaduto, una condanna unanime dei violenti. Quando succedono questi fatti ognuno poi cerca di sottrarsi alle proprie responsabilità, cominciano i distinguo, ma non è la prima volta che nascono polemiche sulle prese di distanza”.

A dirlo è stato Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’Associazione Funzionari di Polizia, intervenendo su Radio Cusano Campus, durante il programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, in merito a quanto accaduto a Torino.

Proseguendo nel suo intervento, Enzo Marco Letizia, ha poi ulteriormente specificato: “Un conto è attendersi gli scontri, un conto è prevenirli. A Torino le violenze sono state fronteggiate, con il risultato di ridurre l’impatto e far dileguare i violenti. Possiamo prevedere che ci saranno episodi di violenza, ma non che a compierli siano determinati soggetti. Arrivano informative che ci permettono di gestire la pubblica sicurezza in un certo modo, per assicurare che la manifestazione si tenga. C’è indubbiamente una parte di quella manifestazione che, in un certo senso, strizzava l’occhio ai violenti, lo abbiamo visto tutti. Per arrivare a vietare una manifestazione servono elementi concreti: si valutano i soggetti promotori ed eventualmente anche la chiusura di Schengen. Oppure si vieta se non ci sono sufficienti garanzie, ma non è detto che poi i manifestanti non scendano in piazza”.

Infine, concludendo il suo intervento, il segretario nazionale dell’Associazione Funzionari di Polizia, ha evidenziato: “Noi non abbiamo bisogno di alcuno scudo penale o di immunità, perché la nostra è un’attività trasparente e regolata dalla legge. Abbiamo bisogno piuttosto che il personale costretto a difendersi e ad usare l’arma in determinate occasioni, come avvenuto a Rogoredo, non sia indagato immediatamente, perché questo comporta delle conseguenze rilevanti. Sono persone normali che svolgono un lavoro al servizio dei cittadini e dobbiamo garantire loro la serenità. Si immagini cosa significa per un membro delle forze dell’ordine ricevere un avviso di garanzia che sembra, nell’opinione pubblica, come un’anticipata condanna”.

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