Arco, grande partecipazione alla serata sugli antibiotici e sull’antibiotico-resistenza

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Ampia partecipazione e grande attenzione ad Arco per la serata pubblica “Antibiotici: fino a quando funzioneranno?”, dedicata a un tema che per anni è rimasto in secondo piano ma che oggi si impone come una delle questioni più delicate per la salute pubblica: l’antibiotico-resistenza. La presenza numerosa di cittadini e il dibattito che ne è seguito hanno confermato quanto il tema sia avvertito anche sul territorio, in un contesto nazionale in cui si stimano circa 12 mila decessi l’anno causati da infezioni dovute a batteri resistenti agli antibiotici.

L’iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Arco e organizzata dagli Ordini trentini delle professioni infermieristiche, mediche, farmaceutiche e veterinarie, in un’azione condivisa che ha voluto mettere al centro il rapporto tra informazione, prevenzione e responsabilità collettiva. A moderare l’incontro è stato il dottor Marco Ioppi, mentre i saluti istituzionali sono stati affidati alla sindaca Arianna Fiorio e al dottor Paolo Bortolotti.

Nel corso della serata è stato ricordato come l’Italia continui a presentare livelli di consumo di antibiotici superiori alla media europea, sia sul territorio sia in ambito ospedaliero, e come il fenomeno della resistenza batterica richieda ormai una risposta strutturata. Il Rapporto AIFA 2025 sugli antibiotici segnala infatti che nel 2023 il consumo complessivo di antibiotici per uso sistemico è aumentato del 5,4% rispetto all’anno precedente e che il nostro Paese resta sopra la media europea di oltre il 15% per i consumi territoriali, con una situazione che rende ancora più urgente un uso appropriato di questi farmaci.

Da qui il richiamo, emerso anche negli interventi degli esperti, a un approccio multidisciplinare fondato sulla visione “One Health”, cioè sull’idea che salute umana, salute animale e ambiente siano strettamente collegati. Ospedali, medicina territoriale, allevamenti, gestione dei rifiuti e acque reflue sono stati indicati come ambiti che devono essere coinvolti in modo coordinato se si vuole davvero contenere una minaccia che non riguarda solo i professionisti sanitari, ma l’intera collettività.

A chiudere l’incontro è stata la dottoressa Giancarla Carraro, che ha riassunto i messaggi centrali della serata: dall’importanza dell’igiene delle mani alla necessità di usare gli antibiotici in modo corretto, fino al richiamo a una responsabilità condivisa tra operatori e cittadini.

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