Il maltempo in Trentino cambia volto nel giro di poche ore: dopo il passaggio del fronte freddo, la provincia è stata investita da intense correnti settentrionali, con raffiche molto forti, nevicate in montagna e un brusco abbassamento delle temperature che ora apre anche al rischio gelate nelle prossime notti. Meteotrentino ha segnalato che il pericolo sarà più elevato tra venerdì e sabato, soprattutto nelle zone pianeggianti e poco ventilate, dove il vento potrebbe attenuarsi lasciando spazio a minime prossime o inferiori allo zero. La Protezione civile mantiene intanto l’allerta gialla per vento forte fino alle ore 24 di venerdì 27 marzo.
Gli effetti del vento si sono già fatti sentire con forza. Tra le 20 di ieri sera e le 10 di questa mattina sono stati 35 gli interventi gestiti dai vigili del fuoco permanenti e volontari del Trentino, impegnati soprattutto nella rimozione di piante cadute e nella messa in sicurezza di coperture, grondaie, tegole, reti di cantiere e strutture temporanee. Le situazioni più numerose si sono registrate nel territorio di Trento, ma segnalazioni sono arrivate anche dalla Piana Rotaliana, dalla Val di Sole e da diversi comuni della Valsugana. La raffica più intensa è stata registrata al passo Manghen con 118 chilometri orari, mentre a Trento Laste si sono toccati i 90 chilometri orari.
Nel capoluogo il vento ha provocato ulteriori criticità gestite dalla Polizia locale insieme a vigili del fuoco e carabinieri. L’episodio più serio si è verificato all’angolo tra via Esterle e via Prati, dove una tegola caduta ha ferito alla mano un ragazzo di passaggio, poi accompagnato al pronto soccorso. Altri interventi hanno riguardato pannelli elettorali danneggiati in via Orsi e via Bezzi, pezzi di intonaco caduti in via Filzi per un’imposta che sbatteva al terzo piano e una grande lamiera pericolante in via Oriola, rimossa con l’autoscala. In corso del Lavoro e della Scienza, invece, sono caduti rami sulle auto in sosta.
Sul fronte della viabilità, le criticità più rilevanti hanno interessato alcune strade provinciali. La SP 1 del lago di Caldonazzo, tra Levico Terme e Caldonazzo, è stata temporaneamente chiusa per la caduta di alberi e successivamente riaperta dopo la rimozione, mentre la SP 2 dir della Parisa è stata chiusa in via precauzionale nel tratto tra Serrada e Fondo Grande. In montagna, durante la notte, sono caduti mediamente tra 5 e 15 centimetri di neve, con accumuli localmente superiori e disagi anche a Passo Sella, dove alcuni veicoli sono rimasti temporaneamente bloccati. I forti venti hanno inoltre favorito la formazione di neve ventata e l’aumento del pericolo valanghe, indicato come marcato, grado 3, oltre il limite del bosco.
Nelle prossime ore resterà quindi alta l’attenzione, non solo per il vento in Trentino ma anche per il possibile ritorno del gelo nei fondovalle. Meteotrentino avverte che, in presenza di cieli sereni e assenza di ventilazione, tra venerdì e lunedì le temperature potrebbero scendere di qualche grado sotto lo zero nelle aree pianeggianti. Da qui l’invito a mettere in sicurezza tettoie e impalcature, a non parcheggiare sotto gli alberi, a prestare prudenza alla guida e a considerare possibili chiusure di alcuni impianti di risalita nelle zone più esposte.


