Allerta gialla per il caldo in Trentino. La Protezione civile provinciale ha emesso un avviso valido dalle ore 10.00 di mercoledì 24 giugno 2026 fino alle ore 24.00 di martedì 30 giugno 2026 su tutto il territorio provinciale. Le temperature massime resteranno vicine ai 35 gradi fino a giovedì, con un possibile aumento fino a 38 gradi tra venerdì 26 e martedì 30 giugno.
Leggi anche: Caldo e lavoro in Trentino, chiesta un’ordinanza per fermare le attività più esposte
Nelle ore pomeridiane e serali, soprattutto in prossimità dei rilievi, sarà inoltre possibile lo sviluppo di temporali localmente intensi. L’attenzione principale resta però legata agli effetti delle alte temperature sulla salute, in particolare per anziani, persone fragili e lavoratori esposti al caldo.
La Provincia segnala possibili criticità dovute a sintomi di disidratazione e colpo di calore. Tra i campanelli d’allarme vengono indicati disorientamento, stato confusionale, nausea, vomito, sonnolenza anche profonda, intolleranza alla luce, abbassamento della pressione arteriosa, secchezza della pelle e della lingua.
Ai cittadini viene raccomandato di bere molta acqua, almeno dieci bicchieri al giorno anche in assenza di sete, fare pasti leggeri, ridurre l’attività fisica, evitare sbalzi di temperatura legati all’uso dei condizionatori, fare bagni, docce o spugnature fresche e indossare abiti leggeri, possibilmente in fibre naturali e di colore chiaro.
Il tema riguarda anche il mondo del lavoro. Il vicepresidente e assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli ha richiamato le imprese alla necessità di applicare le linee di indirizzo provinciali per la gestione del rischio da esposizione al calore.
“È doveroso, alla luce delle alte temperature che stanno interessando il Trentino, fare appello alla responsabilità di ciascuno nel rispetto delle buone pratiche a tutela della salute, in primo luogo di chi lavora ed è maggiormente esposto ai rischi”, ha dichiarato Spinelli.
Le linee guida provinciali forniscono indicazioni operative per aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi aziendale e adottare le misure di prevenzione necessarie in base all’evoluzione della situazione meteo. I settori più esposti sono quelli con attività all’aperto, come agricoltura, edilizia, cantieri stradali, cave, logistica esterna e manutenzioni. Criticità possono però riguardare anche diversi ambienti chiusi, tra cui magazzini non climatizzati, serre, acciaierie, vetrerie e lavanderie.
Spinelli ha ricordato che, in presenza di allerta per elevato rischio calore, l’INPS viene automaticamente informata e può risultare giustificata l’eventuale sospensione dell’attività con attivazione della Cassa integrazione guadagni.
Secondo la Provincia, le imprese possono quindi sospendere o rimodulare le attività nelle ore più critiche, qualora il rischio da calore sia classificato come alto dal sito di riferimento Worklimate. L’obiettivo è tutelare la salute dei lavoratori senza lasciare sole le aziende nella gestione degli effetti economici e organizzativi dell’emergenza climatica.
“Le linee guida tengono conto delle specificità del contesto climatico trentino e sono il frutto di un importante lavoro condiviso tra organizzazioni sindacali e associazioni datoriali”, ha concluso Spinelli, definendole “uno strumento calibrato sulle esigenze del territorio”.

