Caldo e lavoro in Trentino, chiesta un’ordinanza per fermare le attività più esposte

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Il caldo estremo torna al centro del dibattito politico in Trentino, soprattutto per i rischi nei luoghi di lavoro. Dopo l’approvazione delle linee guida provinciali per la gestione dello stress termico, dal Consiglio provinciale arriva la richiesta di misure più incisive e, nei casi di rischio elevato, anche vincolanti.

A sollevare il tema sono la consigliera provinciale Lucia Maestri del Partito Democratico e la consigliera Lucia Coppola di Alleanza Verdi e Sinistra. Entrambe chiedono alla Provincia di fare un passo ulteriore rispetto alle sole indicazioni rivolte alle aziende, introducendo strumenti capaci di proteggere concretamente chi lavora all’aperto o in ambienti esposti a temperature elevate.

Maestri ricorda che il PD del Trentino ha depositato già il 5 giugno una mozione sulle misure di prevenzione per le attività lavorative a rischio di sovraesposizione termica. Secondo la consigliera, non è sufficiente limitarsi a linee guida non vincolanti, soprattutto in una fase caratterizzata da ondate di calore sempre più intense. Nel comunicato viene richiamato anche un malore da eccesso di caldo che avrebbe riguardato nei giorni scorsi una lavoratrice agricola in Val di Non.

La richiesta politica è quella di valutare un’ordinanza capace di prevedere pause o sospensioni del lavoro nelle fasce orarie più calde, nelle giornate indicate come maggiormente esposte al rischio. Nella mozione del PD viene citato, come possibile riferimento, il sistema Worklimate, utilizzato per stimare il rischio da esposizione al caldo e già richiamato in provvedimenti adottati in altre regioni italiane.

Coppola, dal canto suo, ha presentato un’interrogazione al presidente della Provincia per conoscere i dati disponibili su malori, infortuni, accessi al pronto soccorso e segnalazioni correlabili allo stress termico nei luoghi di lavoro trentini negli ultimi cinque anni. La consigliera chiede inoltre quali attività di monitoraggio e vigilanza siano state attivate o rafforzate durante l’attuale stagione estiva.

Il tema non riguarda solo il Trentino. Anche Coldiretti, in una nota diffusa il 23 giugno, ha richiamato l’attenzione sui rischi del caldo per il lavoro agricolo, ricordando che nelle campagne italiane sono impegnati circa mezzo milione di lavoratori nelle attività estive di raccolta di frutta, verdura e cereali. L’organizzazione agricola ha accolto positivamente la possibilità di accesso in deroga alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività per il caldo, misura collegata al decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei ministri.

Secondo Coldiretti, la possibilità di sospendere o ridurre le attività nei momenti più critici consente di tutelare la salute degli addetti senza compromettere completamente le operazioni di raccolta. Tra la fine di giugno e settembre, infatti, arriva a maturazione una parte rilevante della produzione agricola italiana: frutta, verdura e cereali richiedono interventi tempestivi, perché lunghi stop possono incidere sulla qualità dei prodotti, sulle aziende e sulla filiera alimentare.

Le indicazioni rivolte alle imprese agricole vanno dalla disponibilità di acqua e aree ombreggiate per le pause all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale come cappelli e indumenti leggeri e traspiranti. Particolare attenzione viene posta sull’organizzazione dei turni, con la sospensione o riduzione delle attività più pesanti nelle ore centrali della giornata e lo spostamento del lavoro nelle fasce più fresche del mattino, della sera o, dove necessario, durante la notte.

Proprio l’agricoltura mostra con chiarezza la difficoltà del momento: tutelare la salute dei lavoratori senza bloccare attività stagionali che non sempre possono essere rinviate. Ma il problema riguarda anche edilizia, manutenzioni, cantieri stradali, logistica, magazzini, laboratori e ambienti produttivi non adeguatamente climatizzati. Per questo, secondo le consigliere provinciali, il caldo non può essere trattato come una semplice emergenza meteorologica, ma come una questione di salute pubblica, sicurezza sul lavoro ed equità sociale.

Tra i punti posti all’attenzione della Giunta ci sono l’eventuale adozione di misure vincolanti, le soglie da utilizzare per sospendere o rimodulare le attività più esposte, possibili strumenti di sostegno economico per lavoratori e imprese e la convocazione di un tavolo permanente con sindacati, associazioni datoriali, servizi di prevenzione e Azienda sanitaria.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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