Negli ultimi anni, le frodi e le truffe online sono diventate sempre più complesse e dannose. Solo nel 2025, secondo la Global Anti Scam Alliance, i consumatori hanno perso circa 442 miliardi di dollari a causa di truffe come il phishing, il furto di identità e le truffe romantiche. L’intelligenza artificiale generativa ha reso queste truffe più facili da fare, ma ha anche fornito nuovi strumenti per combatterle.
Il problema delle truffe sul web è mondiale e difficile da gestire. Organizzazioni come Interpol hanno creato gruppi e sistemi per bloccare pagamenti fraudolenti. Nel 2024, l’ONU ha adottato una convenzione contro il cybercrimine, firmata da circa settanta paesi nel 2025. In Europa, nel 2026, è previsto un Piano d’azione per aiutare i paesi a lavorare insieme meglio contro le frodi digitali.
A marzo 2026, durante un incontro delle Nazioni Unite a Vienna, grandi aziende tecnologiche come Google, Meta, Microsoft e OpenAI hanno firmato un accordo per collaborare nella prevenzione delle frodi e delle truffe. Questo accordo punta a creare regole più chiare, scambiare informazioni tra aziende e forze dell’ordine e promuovere l’educazione digitale. Chiedono anche leggi che permettano di condividere dati senza compromettere la privacy.
Pierluigi Paganini, esperto di sicurezza informatica, spiega che con l’AI le frodi sono diventate più sofisticate: email, voci e video falsi sembrano molto reali. Ci sono attacchi anche alle catene di produzione software, rendendo tutto più difficile da fermare. Le leggi esistenti in Europa, come il Digital Services Act e l’AI Act, aiutano ma non bastano. A livello globale, mancano regole comuni e collaborazione efficace. Le aziende spesso non condividono informazioni importanti per paura di perdere clienti o reputazione.


