Cacciatori trentini in assemblea, Failoni: “Presidio del territorio”

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Il ruolo dei cacciatori nella gestione della fauna e nella tutela del territorio è stato al centro dell’assemblea dei rettori delle riserve del Trentino, riunita al Centro Congressi Interbrennero di Trento. All’incontro è intervenuto anche l’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni. Le informazioni e i dati diffusi sulla giornata arrivano da una nota della Provincia.

Nel suo intervento, Failoni ha definito il mondo venatorio un presidio del territorio, richiamandone non solo la funzione di osservazione e gestione della fauna, ma anche il valore sociale e tradizionale all’interno delle comunità trentine. L’assessore ha inoltre ribadito la vicinanza della Provincia alle riserve e all’Associazione Cacciatori Trentini.

Tra i punti evidenziati c’è anche il riconoscimento della possibilità, per l’associazione, di organizzare direttamente i percorsi formativi per la figura dell’esperto accompagnatore, passaggio che secondo Failoni rafforza competenze e responsabilità all’interno del sistema.

L’assessore ha poi richiamato alcuni segnali di ricambio generazionale: lo scorso marzo sono stati abilitati 164 nuovi cacciatori, tra cui 24 donne. Un dato che, nelle parole di Failoni, rappresenta un elemento utile a garantire continuità futura al comparto.

Nel corso dell’assemblea è emerso anche il tema della percezione pubblica della caccia. Failoni ha sottolineato la necessità di lavorare sulla conoscenza del mondo venatorio anche all’esterno, dove viene talvolta letto in modo distorto, valorizzando il contributo concreto dei cacciatori nella tutela ambientale e nella gestione faunistica.

L’assessore ha infine ricordato il ruolo svolto nella gestione del cormorano e ha aperto alla possibilità di individuare forme incentivanti per riconoscere le molte ore di volontariato messe a disposizione sul territorio.

L’assemblea, che riunisce i rappresentanti delle 209 riserve del Trentino, si è aperta con un momento di raccoglimento in memoria dei cacciatori scomparsi nel corso del 2025. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Associazione Cacciatori Trentini, Matteo Rensi, che ha ringraziato la Provincia anche per il percorso relativo alla nuova sede e per il recente riconoscimento dell’associazione come ente formatore per i corsi di esperto accompagnatore.

Nella sua relazione, Rensi ha evidenziato come il comparto continui a risentire del calo demografico e dell’invecchiamento della popolazione, con un’età media di 55 anni, pur mantenendo una sostanziale tenuta numerica. I soci dell’Associazione sono 5.778, mentre i cacciatori praticanti risultano essere 5.987.

Sul fronte della fauna, il presidente ha richiamato in particolare il dato relativo agli ungulati, che in Trentino superano i 75 mila capi censiti, elemento che secondo l’associazione conferma una gestione strutturata del patrimonio faunistico.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’attività svolta sul territorio. Nel 2025 sono state realizzate circa 2.000 ore di volontariato per interventi di miglioramento ambientale su oltre 33 ettari. A queste si aggiungono 6.852 giornate-uomo per i censimenti faunistici, pari a circa 35 mila ore di lavoro volontario.

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