Papa Leone XIV invoca la pace, Aodi rilancia: “Si fermi chi uccide”
Papa Leone XIV è tornato a parlare della guerra con parole molto dure. Al termine del Rosario per la pace nella Basilica di San Pietro, il Pontefice ha chiesto di fermare “chi uccide e vuole il mondo in ginocchio”, richiamando le “inderogabili responsabilità dei governanti delle nazioni” e denunciando i tavoli in cui “si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte”. Vatican News riferisce anche il suo invito ad affrontare “come umanità e con umanità quest’ora drammatica della storia”.
Nel suo intervento, Leone XIV ha contrapposto la preghiera e la speranza alle logiche della forza. “La guerra divide, la speranza unisce”, ha detto il Papa, aggiungendo che la prepotenza calpesta e che l’idolatria del potere acceca. Nello stesso passaggio ha parlato anche di “delirio di onnipotenza”, di “ingiusti profitti” e di una catena del male intrecciata a “droni e vendette”.
Il Papa non cita esplicitamente il suo connazionale, ma il riferimento politico appare chiaro. Il passaggio contro il “delirio di onnipotenza”, il riarmo e le logiche di morte non suona come un richiamo generico: il bersaglio sono le leadership e le potenze che alimentano l’escalation bellica, pur senza essere nominate direttamente.
All’appello del Pontefice ha aderito anche il prof. Foad Aodi, presente in Vaticano come direttore di Aisc News e presidente onorario Co-mai accanto a una delegazione associativa. Nella nota diffusa da Amsi, Umem, Co-mai, Aisc News e Uniti per Unire, Aodi afferma che gli appelli alla pace non bastano più se non vengono accompagnati da responsabilità concrete e da iniziative efficaci, aggiungendo: “Preghiamo per la pace, ma chiediamo anche responsabilità. Si fermi chi uccide e vuole il mondo in ginocchio”.
Nel comunicato, Aodi insiste soprattutto sulle ricadute umanitarie e sanitarie della guerra in Medio Oriente. La rete associativa parla di oltre 3.500 morti, più di 40.000 feriti, oltre 1,1 milioni di sfollati, fino al 40% delle strutture sanitarie fuori uso e oltre 70 operatori sanitari uccisi. Da qui la richiesta di cessate il fuoco reali e verificabili, corridoi sanitari e umanitari e protezione effettiva per ospedali, medici e infermieri.
Aodi accompagna così il richiamo del Papa con una lettura più direttamente centrata sull’emergenza sanitaria globale prodotta dai conflitti. Nel suo intervento sostiene che colpire la sanità significhi colpire il diritto alla vita e compromettere la tenuta stessa delle società civili, chiedendo un cambio di passo immediato da parte della politica e della diplomazia internazionale.


