Colpi di Marco: Unico, Grande, Gentile.

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Professore! Permette una domanda? Il Professore universitario non si negava mai per una domanda di uno studente, anzi, amava soffermarsi sempre volentieri aprendo la sua conoscenza, immensa, verso le giovani menti affamate di cultura.

Il Professore era il fondatore della più prestigiosa enciclopedia al mondo, la Treccani, nonché Magnifico Rettore di un’eccellenza italiana assoluta: La Normale Superiore di Pisa. Fu sicuramente il maggior esponente del neo idealismo e la sua filosofia, ancora oggi, è definita attualismo; saggista; Ministro della Pubblica Istruzione quando, i ministeri, erano occupati da personaggi meritevoli e non da improvvisati cialtroni di partito.

Sostituì la vecchia Legge Casati con la sua Riforma della Pubblica Istruzione, un modello avveniristico ancora oggi in vigore come la scuola dell’obbligo con il sussidiario gratuito; le Borse di studio ai più meritevoli, apertura della Normale Superiore gratuita ed accessibile a tutti gli allievi. Di quella Riforma sono stati versati fiumi d’inchiostro bugiardi, ma la storia, si sa, la scrive chi vince. Esagerando.

Quel giorno del 15 Aprile 1944, il Professore Giovanni Gentile fu avvicinato da un ragazzo con un libro in mano. Professore, permette la domanda? Ma quel ragazzo, Bruno Fanciullacci, non era uno studente, ma bensì un criminale partigiano con sottobraccio un libro dove nascondeva l’odio e la pistola con la quale mise fine alla vita terrena al più grande dei pensatori italiani del ‘900,  uno dei maggiori dell’intero Pianeta. 

I Popolari di don Sturzo si dissociarono da quell’azione criminale, ma il PCI rivendicò con orgoglio il crimine commesso. Nella parte d’Italia, dove non hanno mai smesso di odiare,  non sono poche le strade dedicate a Bruno Fanciullacci. Chi dovesse passare da una di queste non dimentichi che fu un criminale.

Di seguito riporto un famoso discorso del Professore Giovanni Gentile, uno specchio del pensiero -quello vero- e non quello volutamente fatto passare. E’ un discorso “dimenticato” e soprattutto sconosciuto dai tanti idioti capaci solo di parlare per stereotipi ad minchiam, imparati a memoria sul libretto rosso dell’ANPI e affini, ma pure sia di monito a  coloro ostinati nel mistificare un ideale.    Sono la massa ignorante del pugno chiuso e nessuna conoscenza storica, incapaci di comprendere che fu ben altra cosa delle loro strampalate idee e del loro odio sempre acceso.

 «Roma non ebbe mai un’idea che fosse esclusiva e negatrice… Essa accolse sempre e fuse nel suo seno, idee e forze, costumi e popoli. Così poté attuare il suo programma di fare dell’urbe, l’orbe. La prima e la seconda volta, la Roma antica e la Roma cristiana: volgendosi con accogliente simpatia e pronta e conciliatrice intelligenza a ogni nazione a ogni forma di vivere civile, niente ritenendo alieno da sé che fosse umano. Sono i popoli piccoli e di scarse riserve quelli che si chiudono gelosamente in se stessi in un nazionalismo schivo e sterile»

(Estratto dal discorso di Giovanni Gentile per l’inaugurazione dell’Istituto per il Medio ed Estremo Oriente, il 21 dicembre 1933 ).

Marco Vannucci

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