La Regione punta a dare finalmente una cornice normativa chiara alla bandiera ladina. È questo uno dei passaggi centrali emersi dall’incontro sulla tutela della Comunità Ladina svoltosi a San Giovanni di Fassa, dove l’assessore regionale alle minoranze linguistiche Luca Guglielmi ha annunciato l’obiettivo di arrivare entro l’anno a un disegno di legge capace di definire tipologia e modalità di utilizzo del vessillo.
L’incontro si è tenuto nella sede del Comun General de Fascia e ha riunito rappresentanti istituzionali del territorio e delle amministrazioni provinciali e regionali. Tra i presenti, secondo quanto comunicato dalla Regione, il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, la senatrice ladina Elena Testor e il procurador del Comun General de Fascia Edoardo Felicetti.
Guglielmi ha spiegato che la proposta nasce per superare le criticità emerse dopo l’approvazione della mozione consiliare sulla bandiera ladina. Il testo, già definito nei giorni scorsi, dovrebbe essere portato a breve in Giunta per una prima valutazione. Il traguardo politico indicato dall’assessore è chiaro: arrivare entro il 2026 alla presentazione di un disegno di legge in Consiglio regionale che disciplini in modo preciso un simbolo identitario condiviso dalle comunità ladine.
Il tema della bandiera, però, non è stato l’unico al centro del confronto. Sul tavolo c’è anche la questione della collaborazione scolastica tra Trentino e Alto Adige. Guglielmi ha ribadito che la Regione intende sostenere i progetti condivisi tra le due Province autonome, pur senza rivendicare competenze dirette sulla loro attivazione. In sostanza, Palazzo regionale si propone come soggetto di supporto agli obiettivi, ma non come centro decisionale sulle scelte didattiche e organizzative.
Nelle parole dell’assessore emerge anche una constatazione politica e amministrativa: lo sviluppo di modelli scolastici diversi nei due territori ha reso più difficile il coordinamento. Un’armonizzazione maggiore nella fase iniziale, viene osservato, avrebbe probabilmente facilitato il lavoro delle strutture coinvolte.
Altro punto toccato è quello dei finanziamenti agli istituti ladini. Guglielmi ha richiamato la necessità di collegare le risorse aggiuntive a progetti trasparenti, con obiettivi chiari e verificabili. Resta il sostegno generale già riconosciuto ogni anno, ma la linea indicata è quella di una gestione dei contributi più orientata ai risultati che alla mera erogazione. La Regione, viene aggiunto, ha già aggiornato i regolamenti per rendere più semplice l’accesso ai contributi.

