Urzì presenta alla Camera “L’Africa in deposito”, volume sulle collezioni coloniali italiane

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Alla Camera dei deputati è stato presentato il volume L’Africa in deposito. Collezioni coloniali italiane nei musei Euregio, curato da Nicola Labanca e Davide Zendri del Museo storico italiano della guerra di Rovereto e pubblicato da Verlag Militaria. L’iniziativa ha portato al centro dell’attenzione un lavoro che si inserisce nel dibattito storico e culturale sulle tracce lasciate dall’esperienza coloniale italiana e sulla loro conservazione nei musei del territorio Euregio.

A promuovere l’incontro è stato il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì, che ha definito il lavoro del MITAG un contributo importante per la pubblicistica italiana nei campi dell’etnografia, della ricerca storica, archivistica e fotografica. Secondo Urzì, il volume consente di restituire alla conoscenza e all’analisi scientifica una parte della memoria nazionale rimasta a lungo sullo sfondo, legata a una stagione storica che ha accompagnato l’evoluzione dello Stato unitario tra la fine dell’Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento.

Nel suo intervento, il parlamentare ha sottolineato come molte famiglie italiane abbiano avuto vicende intrecciate con quel periodo, lasciando testimonianze materiali oggi custodite in musei tra Trentino, Alto Adige e Tirolo. Proprio questo patrimonio, finora in parte poco conosciuto, viene ora sistematizzato e reso disponibile alla ricerca attraverso il lavoro dei curatori.

Alla presentazione è intervenuto anche il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, che ha parlato di un appuntamento di alto profilo scientifico, inserito in un percorso di valorizzazione del patrimonio storico nazionale e transfrontaliero. Mollicone ha richiamato in particolare il progetto Una storia nascosta, giudicandolo utile ad affrontare con rigore la complessità della storia italiana e a riportare alla luce reperti di rilevante valore documentario rimasti per anni nell’ombra.

Sulla stessa linea Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Cultura alla Camera, che ha evidenziato il significato dell’iniziativa del MITAG nel quadro di un cambiamento più ampio che interessa molti musei, in Italia e all’estero. Non più soltanto conservazione dei cimeli, ma anche ricostruzione dei significati, della memoria e del contesto storico che quegli oggetti portano con sé.

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